Il Tirreno

Grosseto

Non piove, i pesci rischiano di morire

di Gabriele Baldanzi
Non piove, i pesci rischiano di morire

Raccolta delle olive nulla in alcune zone e fuochi d’artificio vietati per non correre il rischio degli incendi

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GROSSETO. I disagi e i danni che si collegano alla siccità (oggi finalmente è attesa un po’ di pioggia) sono stati raccontati, negli ultimi giorni, con dovizia di particolari: colture compromesse, raccolti a rischio, falde ai minimi storici. Pomodoro, mais, girasole, barbabietola e vino che faranno segnare una clamorosa debacle produttiva. Con la Maremma che soffre più di altri territori. Il presidente della Provincia, due giorni fa, ha prorogato l’ordinanza con la quale sospende o limita le autorizzazioni di attingimento dall’Ombrone, dal Salica, dal Bruna, dal Sovata, dal Fossa, dal Pecora-Sata e dal Patrignone. L’ordinanza resterà in vigore fino al 31 agosto.

La riduzione delle attuali portate non riguarderà le concessioni e le autorizzazioni di attingimento per l’abbeveraggio del bestiame, mentre invece sono limitate le captazioni per uso irriguo e per uso industriale.

Pesci in pericolo. Ma la siccità, in questa fase, condiziona anche altre attività, altri settori. La situazione delle specie ittiche che si trovano nella zona della foce dell’Ombrone, ma anche in corsi d’acqua minori, come il Farma o il Bruna, è preoccupante. Nell’Ombrone, a valle di ponte Tura, alla confluenza tra acque dolci e salate, a rischio sono carpe, cavedani, barbi. In questo momento hanno bisogno di acqua dolce, che non c’è. Lungo i torrenti i pesci sono confinati in piccole pozze prossime ad asciugarsi. Manca ossigeno. Nei giorni scorsi Mario Pecchioli, consigliere della Federazione Italiana pesca sportiva e attività subacquee si è lamentato dell’indifferenza nella quale tutto ciò avviene. «Siamo di fronte ad una situazione eccezionale rappresentata dal procrastinarsi di questo stato di siccità. Credo sia lecito quindi domandarsi se e quali iniziative sono state o saranno prese per evitare di perdere la quasi totalità della fauna ittica presente». Il pesce, in queste condizioni, finisce preda di uccelli ittiofagi (aironi, garzette, gabbiani ecc.), presenti come non mai per la facile possibilità di predazione; e anche di pescatori che nulla hanno di sportivo.

Quanto olio avremo? Si mette male anche per gli olivicoltori. Per la raccolta delle olive la situazione è a macchia di leopardo. Ci sono colline in cui la produzione è ancora accettabile, ma da altre parti la raccolta sarà praticamente nulla. «È presto per fare bilanci – commenta Giorgio Franci, il volto dell’olio made in Amiata – qui da noi bisognerà aspettare la metà di settembre. Io sono ancora fiducioso. Resta il fatto che a luglio e ad agosto le temperature sono state sopra le medie stagionali e non è mai piovuto. Il quadro complessivo non è dei migliori. Le piante di ulivo vogliono altre condizioni. Si rischia davvero che venga compromessa la produzione di quelle piante scampate alla gelata di febbraio». L’ultima spigolatura che si lega alla siccità è di natura ludica. Diversi campi sportivi, solitamente verdi in vista dell’inizio dei campionati, quest’anno tendono al giallo, mentre nei Comuni, per esempio a Roccastrada, non è scontato il via libera agli spettacoli pirotecnici in programma i primi di settembre per ridurre al minimo il pericolo di incendi che quest’estate hanno fatto una vera e propria strage in Maremma.

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