Il Tirreno

Grosseto

La rabbia di un genitore «Conviene l’asilo privato»

di Matteo Baccellini
La rabbia di un genitore «Conviene l’asilo privato»

Polemica sulle tariffe comunali: «In un anno pago il doppio per mia figlia» L’amarezza: «È come se 5 famiglie ne mantenessero 20. Eppure non sono ricco»

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GROSSETO. È una protesta diffusa, quella dei genitori dei piccoli frequentatori di asili e scuole nido. «Ma i babbi e le mamme di cui sto leggendo sui giornali in questi giorni sembrano averlo capito solo ora che il Comune sta facendo scelte sbagliate». C’è poco da fare: se l’assessore Ceccarelli continua a ribattere che «non abbiamo colpito il ceto medio, abbiamo solo dato opportunità a chi le scuole private non poteva permettersele», c’è chi fa i conti in tasca alla giunta, ma sopratutto a se stesso, smentendo le tesi dell’assessore.

Stavolta la lamentela arriva da parte di Rinaldo Carlicchi, padre di due figli entrambi all’asilo. La più grande, una bimba di 4 anni, va a un asilo comunale, il più piccolo, di 3, è invece allo statale. «Ceccarelli ci ha ricevuti già a giugno con altre 15 famiglie - dice il babbo - quando la sensazione era che le tariffe potessero aumentare del 10-20% al massimo. E non ci stavano bene. Figuriamoci adesso che ci siamo accorti, con la sforbiciata alle fasce di reddito, di aver subìto un aumento del 100%».

La riconferma della sua figlia maggiore in una materna comunale gli costerà 218 euro al mese. Un anno fa ne spendeva 124. «All’asilo privato, per esempio il S.Anna - dice Carlicchi - , la retta è di 70 euro al mese più cinque euro al giorno per la mensa. Totale, 170 euro».

Ma il problema è che essendo scaduti i termini per le iscrizioni alla statale, ed essendo chiuse quelle per un asilo privato, Carlicchi, e con lui altri genitori, saranno costretti a iscrivere i figli dove la tariffa sarà maggiore. «Mi sento pugnalato alle spalle - è la nota amara del padre dei due piccoli - dall’amministrazione comunale. C’erano altri metodi per far risparmiare le famiglie più in difficoltà. Io non sono affatto un ricco, lo attesta il mio Isee, ma di fatto in una classe di 20 bambini, con questo sistema a pagare sono non più di 5 famiglie che mantengono anche altre 15».

Senza dimenticare che fino all’anno scorso, chi aveva due bambini all’asilo veniva premiato con uno sconto anche se frequentava un altro istituto ma con il servizio di mensa comunale. «Il secondo bimbo pagava il 30% in meno pur andando allo statale, proprio per il servizio mensa di cui usufruivamo - ricorda Carlicchi - questa’anno la riduzione c’è solo se in due frequentano lo stesso identico asilo».

La speranza è che la giunta riveda le tariffe. «Mi stanno strozzando», chiude il lettore. Come lui la pensa il consigliere di opposizione Riccardo Megale. «In commissione da mesi stiamo combattendo per cambiare le cose, ma non ci ascoltano. Tre fasce di reddito sono poche, così conviene davvero la scuola privata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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