Sicurezza
Nuove tariffe agli asili «Un aiuto a chi ha meno»
GROSSETO. «Abbiamo fatto una scelta di campo in favore di coloro che pagano di più la crisi economica». Così l'assessore Luca Ceccarelli difende il senso della riforma dell'accesso ai nidi e alle...
GROSSETO. «Abbiamo fatto una scelta di campo in favore di coloro che pagano di più la crisi economica». Così l'assessore Luca Ceccarelli difende il senso della riforma dell'accesso ai nidi e alle scuole materne comunali che ha reso più oneroso il servizio per le famiglie che rientrano nella fascia di reddito più alta. Lo fa alla luce delle proteste del comitato spontaneo di mamme e papà contro il caro-tariffe all'asilo. «Le nuove direttive, ampiamente anticipate e discusse in tutte le sedi e poi approvate dal consiglio comunale, sono frutto di scelte - dice Ceccarelli - La nostra è stata una scelta politica per raggiungere degli obiettivi precisi: consentire anche alle famiglie meno abbienti e con solo una persona che lavora di accedere ai servizi formativi qualificati offerti dalle strutture comunali.
Non abbiamo colpito la classe media, abbiamo semplicemente ragionato in termini di beneficio per la città. Quì non si tratta di sfavorire una parte (anche perché noto una certa confusione tra livelli di reddito e calcolo Isee) né tantomeno di presunte “stangate” ma di dare un'opportunità a chi, seppure in condizioni difficili di reddito, doveva rivolgersi a strutture private, magari di bassa qualità. Quando si parla di crisi economica e di sacrifici a cui sono chiamati gli italiani, è esattamente questo ciò a cui si fa riferimento e non vedo perché a pagare di più dovrebbero essere, ad esempio, i disoccupati con la risibile scusa che almeno loro possono restare a casa ad accudire i figli. Essere disoccupati non è certo un privilegio». Come sa bene una mamma che ci ha scritto per ringraziare l'assessore Ceccarelli perché per la prima volta può mandare la propria figlia all'asilo comunale.
«Grazie per aver capito che il reddito di una famiglia è un fattore importante per l'ammissione in un asilo comunale - scrive questa mamma che chiede di restare anonima per tutelare la figlia - Certo, ci sono sfumature che non si vedono tra le crocette di una domanda di ammissione: la vita di una famiglia non si riassume in un punteggio, ma almeno questo è un passo avanti. Perché, complice la crisi, non è facile tornare in carreggiata quando perdi il lavoro e hai una figlia piccola che non puoi mandare al nido privato. Adesso avrò una chance in più: non mi presenterò a consegnare il curriculum con una bimba urlante e ai colloqui potrò dire: "Si, ho una figlia piccola ma va all'asilo”. Oggi non ti assumono se sei libera, figuriamoci se hai una figlia. Per mia figlia e i figli di tanti altri il posto all'asilo il diritto di far parte di una comunità che per colpa della sfortuna dei genitori gli era stato negato». (s.l.)
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