Il Tirreno

Grosseto

Nessuno tocchi Grosseto Rossi scatena il putiferio

di Alfredo Faetti
Nessuno tocchi Grosseto Rossi scatena il putiferio

I democratici insorgono contro il governatore e l’ipotesi di Siena capoluogo Proprio nel giorno in cui il presidente è in città per aprire la Festa Pd

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GROSSETO. Nel riordino delle Province, Grosseto dovrebbe finire insieme ad Arezzo sotto Siena, che diventerebbe la sede dell’area vasta sud della Toscana. Questa la proposta del governatore Enrico Rossi, che ha disegnato una cartina del tutto diversa da quella proposta inizialmente dal Parlamento. Forse non proprio il miglior biglietto da visita con cui presentarsi ieri sera a Grosseto alla Festa Pd. «Eppure “Benito Rossi” li conosce bene i maremmani: quando ci vogliono imporre una cosa è il momento che facciamo il contrario» ha commentato il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri (Pd) su Facebook. Non meno polemico il presidente della Provincia Leonardo Marras, che a caldo giovedì sera ha definito il governatore un «imperatore».

Quello che si solleva dal Grossetano contro le dichiarazioni di Rossi è un coro unanime: «Mi sembra assurdo che prima di parlare di funzioni e competenze, s’imposti la discussione su confini e capoluoghi» dice l’onorevole Luca Sani, riassumendo a lunghe linee il pensiero generale. Insomma, in Maremma la proposta non è piaciuta per niente. E ha provocato una vera sollevata di scudi contro “Siena capoluogo”, tutti marchiati con lo stesso stemma del governatore: quello del Pd. Già, perché questa discussione è nata e cresciuta nelle feste democratiche, a Siena giovedì (dove è stata lanciata la proposta) e ieri sera a Grosseto. Il governatore ha provato a correggere il tiro delle sue parole, dicendo che per lui «la discussione sui capoluoghi è prematura e fuorviante». Ma ormai il dardo è scoccato.

Il no maremmano non è basato su semplici questioni di campanile. «Non cado nella trappola della discussione sui capoluoghi come contrade, in un argomento delicato come questo che viene trattato come il Palio – dice Marras il giorno dopo – occorre discutere su temi seri». Ad esempio, capire «che istituzioni saranno le future Province: se di serie A o B. – continua Marras – E quali funzioni la Regione intende conferire loro». Ecco, le funzioni. È questo il nocciolo della questione. Alla Festa Pd di Siena infatti Rossi, nel suddividere la Toscana in tre grandi aree (costa, centro e sud), non ha parlato di ruoli, compiti e funzionalità delle nuove Province. Ma si è limitato a dire: «è chiaro che per la loro storia le tre città che potrebbero essere capoluogo, al di là dei parametri del Governo, sono Firenze, Pisa e Siena». Troppo poco per le istituzioni maremmane. «La scelta se sarà Siena, Grosseto o Arezzo ad essere il capoluogo del nuovo territorio accorpato, non verrà certo da dichiarazioni estemporanee o da confronti campanilistici tra opposte fazioni» tuona il sindaco di Grosseto (Pd), Emilio Bonifazi, stupito di come «autorevoli rappresentanti istituzionali abbiano scelto di affrontare con una certa leggerezza» l’argomento.

Gli fanno eco i tre sindaci dell’Unione dei Comuni delle Colline del Fiora (Camilli, Vanni e Galli), che «ritengono inopportuno da parte della Regione anticipare “preferenze” sulle città capoluogo riducendo così ad una disputa di campanili a riorganizzazione delle Province».

Non sono i campanili a dover guidare la riforma. «Mi aspetto che s’inizi a discutere nel merito rispetto a funzioni e competenze» continua Sani. Anche perché, visti i precedenti, «se l’accentramento in area vasta dovesse produrre gli effetti che si sono visti nel turismo con l’abolizione delle Apt, con l’assenza totale di politiche di promozione da parte della Regione, non voglio immaginare cosa accadrebbe in settori delicatissimi come sviluppo economico e agricoltura».

Invocano tavoli, le istituzioni grossetane. «Un confronto serio tra Regione e territori locali, nei quali ognuno porterà le proprie ragioni» spiega Bonifazi. Lui, ad esempio, ha una proposta: «Siamo certi che Grosseto non possa far parte della provincia del litorale toscano?». Una proposta basata su aspetti come «i servizi al cittadino», che non dovranno diminuire, ed «elementi di omogeneità» tra i territori. Funzioni, proposte e un confronto serio. «Rossi si occupi delle emergenze vere e non dei capoluoghi di Provincia. – conclude Bizzarri - Per quelli c’è già un iter da seguire senza le sue alzatine serali alle Feste del Pd».

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