Finanza
La casa dei pesci e il bel sogno di Massimo
TALAMONE. L’estro, la bizzarria e la fede di un grande scultore senese, Massimo Lippi, stanno plasmando i primi blocchi di marmo che, grazie al progetto “Una casa per i pesci”, saranno collocati in...
TALAMONE. L’estro, la bizzarria e la fede di un grande scultore senese, Massimo Lippi, stanno plasmando i primi blocchi di marmo che, grazie al progetto “Una casa per i pesci”, saranno collocati in fondo al mare della costa maremmana per fungere da ripopolamento del fondale sottomarino oltre che da attrazioni turistica per gli appassionati del diving.
L’artista senese è notissimo nella città del palio per aver dipinto il drappellone nel 1993 e soprattutto per essere l’autore della Madonna del Voto, uno dei monumenti di piazza del Campo: si è laureato giovanissimo in storia dell’arte, insegna a Firenze all’Accademia e nella sua origine di artista contadino è autore anche di molte poesie. Un artista a 360º che questa volta ha deciso di sposare la causa di Paolo il pescatore, e attualmente sta lavorando su due cantieri in maremma. Uno presso il villaggio turistico di Riva del Sole, grazie anche all’interesse dimostrato dal Comune di Castiglione della Pescaia e un altro al camping Talamone dove lo scultore poeta, come lui stesso ama definirsi, sta plasmando un blocco di marmo con bassorilievi differenti sui quattro lati dell’opera.
La “Casa dei Pesci” nasce da un’idea di Paolo Fanciulli, pescatore e ambientalista, per creare uno spazio di sostenibilità tra natura e pesca, tra bellezza naturale e arte, tra protezione e fruibilità.
«Ho cominciato il lavoro con la figura di un vecchio in fondo al mare», spiega Lippi con passione, «mare visto come un talamo, in onore proprio del paese di Talamone. Su altri due lati ho scolpito la sirena, figura ammaliatrice e simbolo di fascino e pericolo in fondo al mare, contrapponendola alla piovra, al mostro che simboleggia i predoni del mare». E un senese di nascita non poteva che inserire in un suo lavoro un qualcosa che riguardasse la sua città e il palio.
«Sul lato più stretto, che io vedo come la prora - conclude Massimo Lippi - ho raffigurato il delfino dello stemma della contrada capitana dell’Onda. Un segnale che c’è sempre qualcosa e qualcuno che ci può portare sulla retta via».
Sabino Zuppa
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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