Il Tirreno

Grosseto

Dalla Russia con furore «Al peggio non c’è fine»

di Sabino Zuppa
Dalla Russia con furore «Al peggio non c’è fine»

Orbetello: il sindaco Paffetti, in vacanza a San Pietroburgo, si sfoga su Fb per la targa data dai “suoi” a Di Vincenzo. «Si sono approfittati che non c’ero»

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ORBETELLO. Che la consegna di un targa di riconoscimento a Rolando Di Vincenzo non passasse inosservata c’era da aspettarselo, ma che la cosa potesse assumere connotati quasi grotteschi, tanto da far pensare che un gruppo di politici abbia preso un’iniziativa isolata senza avvertire sindaco e assessori, nessuno se lo sarebbe aspettato. A farlo credere ci ha pensato Monica Paffetti che, dalle sue vacanze con la famiglia a San Pietroburgo, in Russia, ha postato un commento sulla sua bacheca Facebook che è destinato a prolungare la polemica per molto tempo, acuendo ancor di più le tensioni che già nel mese di luglio erano cominciate a manifestarsi nella maggioranza.

Il sindaco, in risposta a un post in cui gli veniva chiesto cosa ne pensasse della targa a Di Vincenzo, scrive: «Credo che al peggio non ci sia mai fine: approfittarne quando non sono presente è il massimo della capacita politica di certi elementi». Parole di fuoco che no serviranno certo a far sopire la grande tensione all’interno di Uniti per il Cambiamento ma, a questo punto, tutti si chiedono se questa targa sia sta un’azione autonoma di una parte della maggioranza o se tutti ne fossero a conoscenza: il vicesindaco Marcello Stoppa getta acqua sul fuoco, e dal parco dell’idroscalo dove contribuisce all’organizzazione di Park Fiction risponde: «sapevo che il presidente Chiavetta e i capogruppo del consiglio avevano preso questa iniziativa: nulla da obiettare nei confronti di una persona che ha militato tanti anni nell’amministrazione.

Mi sembra - conclude l’architetto - che si stia enfatizzando eccessivamente questa storia». Anche Alessandro Ragusa commenta in maniera serena. «Non ne farei nessuna tragedia. Ci sta che il presidente del consiglio abbia deciso per questa targa, ma forse l’atto è stato politicamente inopportuno». Agli uomini della giunta fa eco l’attesa risposta del presidente Mario Chiavetta che assicura. «Il sindaco era a conoscenza di questa cosa da giugno, e non capisco perché si sia adirata così fortemente con noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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