Il dolore
Celiaci e diabetici, caos nelle farmacie
Dal 31 agosto prodotti importanti solo col sistema informatico: i privati non si adeguano al diktat Asl, disagi per i malati
GROSSETO. Le farmacie private della provincia non hanno ancora provveduto ad utilizzare il programma informatico “Webcare” per l'erogazione delle assistenze integrative per diabete e celiachia. L’Asl 9, specificando come l'utilizzo dell'applicativo sia completamente gratuito, ha stabilito che, in seguito alla scadenza del termine ultimo del 31 agosto, il sistema informatico sarà l’unico che consentirà alle farmacie di erogare sia i prodotti dietetici per celiaci che gli ausili e i dispositivi per l'autocontrollo del diabete. Le farmacie comunali hanno già attivato questo servizio che, sostanzialmente, sarebbe solo un’innovazione amministrativa.
«Il servizio doveva inizialmente partire a giugno – spiega Domenico Milaneschi, vicepresidente dell’Associazione diabetici Grosseto - la sua attivazione è stata prorogata al 31 agosto, ma ancora nessuno ci ha garantito che il servizio verrà effettuato. Questa situazione potrebbe creare molti disagi perché sono ben 7500 i diabetici presenti in provincia e, ovviamente, le farmacie comunali non sono presenti in tutti i comuni, ma solo in quelli principali. Tra i diabetici ci sono molti anziani e non tutti quindi possono spostarsi per ritirare l’insulina e gli altri prodotti necessari. Speriamo che le farmacie private ci vengano incontro».
La drastica riduzione del numero di farmacie che possono quindi erogare quei prodotti provocherebbe non pochi disagi «Quella delle farmacie private è una presa di posizione incomprensibile – dice Enzo Sartoni, consigliere dell'Associazione diabetici Grosseto - L’attivazione e l'utilizzo del sistema “webcare” sono completamente gratuite e permetterebbero di risparmiare tempo. Abbiamo avuto già un colloquio con i rappresentanti dei titolari delle farmacie private di Grosseto. Ci è stato riferito che hanno dei problemi con l’Asl, ma a noi non interessa del loro contenzioso. Vogliamo semplicemente che non si crei il disservizio perché così andrebbero a rimetterci solo i diabetici ed i celiaci».
L’Associazione diabetici ha anche provato a esporre le sue preoccupazioni in merito alla vicenda alle istituzioni politiche locali inviando una lettera a tutti i sindaci dei Comuni maremmani. «Alla nostra lettera purtroppo hanno risposto solo il sindaco di Grosseto e quello di Castell’Azzara – dice Mario Castori, presidente dell’associazione - Loro due si sono dimostrati sensibili al problema e li ringraziamo, ma non capiamo come mai non abbiamo ricevuto risposta dagli altri sindaci. Non credo che il problema possa passare inosservato perché tra diabetici e celiaci sono interessate circa 8500 persone in tutta la provincia». I disagi per i celiaci sarebbero invece esclusivamente legati alla riduzione del numero di farmacie nelle quali spendere i buoni alimentari forniti da Asl 9.
«I celiaci continueranno ad utilizzare comunque i buoni cartacei – spiega Domenico Viggiano, coordinatore provinciale dell’Associazione italiana celiachia - Il sistema informatico sarà un’agevolazione in più nel servizio di erogazione degli alimenti. Il problema del celiaco sarà quello di non trovare più una distribuzione capillare di farmacie nelle quali acquistare i prodotti dietetici con i buoni. Visto che la differenziazione alimentare è fondamentale per chi ha quest’intolleranza sarebbe indispensabile potersi rifornire comodamente anche nelle farmacie private che dispongono di una vasta gamma di prodotti. Finora le farmacie hanno svolto un servizio di grande aiuto ai circa 700 celiaci della provincia e spereremmo che continuassero a svolgerlo. Non si può tornare indietro dopo aver ottenuto questo servizio che per noi è fondamentale e indispensabile».
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