Il Tirreno

Grosseto

UN LIBRO E UNA NUOVA IPOTESI

Nell’affresco di Guidoriccio Castel del Piano e Arcidosso

CASTEL DEL PIANO. Sarà presentato dal professor Mario Ascheri, docente di storia del diritto medievale e moderno all’Università di Roma tre, domani alle 17 nella sala consiliare di Castel del Piano,...

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CASTEL DEL PIANO. Sarà presentato dal professor Mario Ascheri, docente di storia del diritto medievale e moderno all’Università di Roma tre, domani alle 17 nella sala consiliare di Castel del Piano, il nuovo libro di Effigi “Castel del piano al tempo di Guidoriccio. Fra storia e memorie dipinte” scritto a otto mani da Brogi, Bonelli, Farmeschi e Corazzi.

Un lavoro che non vuole entrare nella ormai decennale querelle sull’affresco più famoso di Siena, ma aggiungere una tessera alle tante ricerche che si sono susseguite nel tempo. Il lavoro si snoda fra quattro capisaldi: Guidoriccio, Castel del Piano e Arcidosso, Simone Martini. Il famoso Simone dipinse di certo i due castelli trecenteschi, soggiornando con un cavallo e un servo nei borghi da raffigurare e li dipinse proprio come erano, con le loro torri e torrioni, le mura e le porte, i fossati, i ponti. Potrebbero essere proprio i due borghi amiatini a fare da sfondo fascinoso dell’imponente Guidoriccio da Fogliano, il cavaliere che li portò nelle mani di Siena, sottraendoli agli Aldobrandeschi.

Ma la questione è che molti altri castelli sono nella lista delle sue vittorie. E tutti ambiscono ad essere lì, nella parete del Palazzo pubblico senese. E così ora, anche Castel del Piano rivendica come propria l’immagine di uno dei due castelli, quello considerato finora un battifolle. L’altro castello sarebbe Arcidosso.

L’autore di questa ipotesi affascinante è Andrea Brogi, un architetto di Siena, convinto dall’intuizione dell’avvocato Fausto Arrighi e che ha utilizzato per dimostrarla un metodo scientifico, con ricognizioni sul campo nelle strutture murarie di Castel del piano e Arcidosso, trasferite su carta a suon di misurazioni, proiezioni, conteggi.

Così che, alla fine, il castello di Simone è stato dimostrato essere Castel del Piano. Case del centro storico che hanno scoperto di essere torri trecentesche, oppure costruite sulla primitiva cerchia di mura. Brogi, con la controprova di Roberto Durazzi, docente universitario, ha dimostrato insomma scientificamente che quel castello è proprio Castel del Piano. L’ipotesi è stata dunque descritta in un libro corredato da foto, schizzi, documenti inediti, carte e mappe. La parte storica che racconta lo scenario che va dal 1100 fino al 1600 circa è stata curata da Marco Farmeschi (un ricercatore che ha seguito da sempre la querelle sul Guidoriccio) e Fiora Bonelli.

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