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Fuoriuscita di liquami nel porto Talamone, paura inquinamento
TALAMONE. Allarme inquinamento nel porto di Talamone, dopo che ieri mattina un tombino di ispezione della rete fognaria che porta via i liquami per immetterli nella rete fognante orbetellana ha fatto...
TALAMONE. Allarme inquinamento nel porto di Talamone, dopo che ieri mattina un tombino di ispezione della rete fognaria che porta via i liquami per immetterli nella rete fognante orbetellana ha fatto fuoriuscire per qualche ora materiali sgradevoli misti a carta igienica triturata, allargandosi sullo specchio acqueo del porto Garibaldino, provocando bruttissime sensazioni ai residenti ed ai numerosi turisti.
L’allarme è stato prontamente comunicato dall’ufficio circondariale marittimo di Talamone che ha cercato di avvertire velocemente le autorità competenti.
Acquedotto del Fiora definisce «lieve» la fuoriuscita dei reflui e spiega che l’episodio è stato dovuto allo «smaltimento improprio di rifiuti attraverso la rete fognaria quali ad esempio oli esausti, nonché a una insufficienza strutturale della rete fognaria a carico della quale il gestore, Acquedotto del Fiora, interverrà non appena saranno disponibili le risorse economiche necessarie. Sostanzialmente si è creato un “tappo” che ha di fatto impedito il normale deflusso delle acque nere», magari causato da chi ha indebitamente gettato nel water o nello scarico del lavandino cotton fioc, cotone idrofilo, dischetti per il trucco, plastica, cerotti, assorbenti, mozziconi di sigaretta, oli esausti.
Già nello scorso maggio si era avuto un piccolo sversamento di liquami, ma stavolta la quantità e stata di gran lunga maggiore. In questo periodo l’afflusso turistico fa sì che la produzione di reflui sia superiore alla media e vada debitamente tenuta in considerazione.
Ieri mattina, dopo la segnalazione della Guardia costiera, sono intervenuti anche mezzi della bonifica che hanno rimosso i residui che galleggiavano all’uscita del fossino, dove è posto un tombino di ispezione, ma certamente i liquami si sono dissolti nell’acqua del porto senza possibilità di essere bonificati.
Un pessimo biglietto da visita per il turismo che, in questo periodo, sta cercando di resistere alla crisi che lo attanaglia a livello nazionale: per questo sarà fondamentale capire se l’Acquedotto del Fiora, competente per la questione, abbia veramante fatto il possibile per ovviare a tali problematiche, oppure se tutto sia stato abbandonato all’incuria ed al caso. Nonostante la sua bellezza, il paese dei lupi di mare continua a registrare l’ennesima figuraccia turistica e la sua riqualificazione comincia ad essere un elemento dal quale non si può più prescindere: mancano i servizi base, le fondamenta di una civile convivenza, e dopo dieci anni di chiacchiere è giunto il momento di fare qualcosa.
Sabino Zuppa
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