Italia
Festa democratica, c’è subito Enrico Rossi
Il governatore atteso protagonista stasera al Parco Ombrone dopo la proposta delle 3 aree vaste
GROSSETO. Esordio con il botto alla Festa democratica che quest'anno si svolge negli spazi verdi del Parco Ombrone lungo via Leoncavallo (quartiere dell'Alberino).
Quest'anno la festa è dedicata al "talento", e ad aprire la prima serata della kermesse piddina sarà il talento politico di Enrico Rossi, governatore della Toscana che nell'ultimo anno ha saputo imporsi anche sul piano nazionale dando visibilità al modello di governo regionale, spesso criticando le scelte fatte dal Governo.
Alle 21 Rossi sarà all'arena dedicata ai dibattiti, di fianco al bar D-Park. Molti gli argomenti legati all'attualità politica sui quali Alberto Celata (La Nazione) e Carlo Vellutini (Tv9) potranno sbizzarrirsi per sollecitare Rossi: da quelli nazionali come la “spending review” e le politiche per rilanciare economia e contrastare la disoccupazione, a quelli locali, come l'assetto regionale delle nuove Province, il tormentone della Tirrenica e la riorganizzazione dei servizi sanitari sul territorio.
La presenza di Rossi sarà ancora più forte dopo le sue dichiarazioni di ieri (vedi a pagina 7 della cronaca regionale). «Tre aree vaste: quella del Sud,
con Grosseto, Arezzo e Siena capoluogo; quella della Costa, con Massa, Lucca, Livorno e Pisa capoluogo e, infine, quella metropolitana, con Prato, Pistoia e Firenze capoluogo. Ecco «a mia proposta di riorganizzazione istituzionale per la Toscana», ha detto il governatore della Toscana.
A nemmeno cento metri di distanza - sempre alle 21, nell'altra arena dedicata a Musica & Spettacoli - a tener banco sarà il teatro di Carlo Monni e Azndrea Kamerle, che portano in scena “Non si sa dove si va, ma si va”, tratto da “La vita agra” di Luciano Bianciardi. Con Roberto Cecchetti (violino), allestimento, regia e musiche a cura di Maria Cassi e Leonardo Brizzi.
Si tratta di uno spettacolo folle, allegro e surreale. Il primo pretesto sono le storie dei minatori di Maremma tratte dalla Vita Agra di Luciano Bianciardi, meraviglioso testo pieno di sagacia ed ironia, un libro che rappresentò un clamoroso caso editoriale e letterario.
Carlo Monni ed Andrea Kaemmerle si abbracciano in racconti e dialoghi, piccoli pezzi di un puzzle che tratteggia atmosfere di una Toscana dimenticata e verace. La storia di Bianciardi si allarga poi abbracciando i momenti più importanti della nostra società industriale del famoso boom economico.
Poi c'è la bellissima musica di quegli anni che tra Ciampi ed Endrigo, tra atmosfere dilatate e ritmi travolgenti sospinge la scena in una serata di qualità assoluta. Un viaggio alle radici di egoismi e malaffari, che pian piano sgretoleranno l'Italia e la sua umanità. In scena due attori di pancia e sangue, che si vogliono bene e che ormai insieme ne hanno combinate tante, compreso il mitico spettacolo "Ostaggi" insieme al pazzesco Andrea Cambi.
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