Il Tirreno

Grosseto

Carcassa di animale davanti alla porta di uno studio legale

di Pierluigi Sposato
Carcassa di animale davanti alla porta di uno studio legale

Macabro messaggio di avvertimento per Tania Amarugi «Mai nessuna minaccia, metterò le telecamere»

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GROSSETO. È un avvertimento in piena regola. Un messaggio chiaro come per dire: «Devi comportarti per bene». Quella carcassa di animale in fase avanzata di decomposizione - un gatto? una volpe? - abbandonata nella notte davanti allo studio di un avvocato grossetano non vuol dire altro. «Già... Ma chi è che me l’ha mandato?».

Sconcerto, timore, incredulità. Tania Amarugi, avvocato e un passato recente da consigliere comunale, vive questi sentimenti tutti insieme da ieri mattina. Ha trovato la carcassa arrivando allo studio, in via Adda. Ha chiamato la polizia, presenterà denuncia. «Peccato che non avessi ancora installato il sistema di telecamere», dice mostrando il preventivo della ditta arrivato proprio ieri allo studio.

Ore 7 di ieri. «Non erano ancora le 7, veramente - racconta - Sono arrivata a piedi dal bar e ho visto quell’oggetto davanti alla porta: ho pensato a un cencio caduto dal piano di sopra». In effetti, può sembrare qualcosa di simile. «Ma quando mi sono avvicinata ho capito che si trattava di altro».

C’era solo la carcassa. L’avvocato ha chiamato la polizia di stato, è arrivata anche la scientifica, anche per scattare alcune foto. Forse l’animale era morto da una settimana. Non c’erano foglie o altra vegetazione. Impossibile capire da dove arrivi. Impossibile anche capire, a un esame visivo, che tipo di animale sia con esattezza. La carcassa è poi stata presa in carico da una ditta privata per lo smaltimento.

Sospetti? «Nessuno. Devo pensare che il fatto di chiedere a clienti di saldare la parcella sia un buon motivo per ricevere minacce?«. Minacce che non ci sono mai state... «È così». Eppure lei vuole installare un sistema di telesorveglianza: «Sì perché io lavoro qui spesso da sola, in orari non canonici, cioè fino a tardi o la mattina presto come oggi (ieri, ndr). Sto nel soppalco e non sempre posso vedere chi suona. Ho preso la decisione qualche giorno fa, dopo l’incendio che c’è stato a Sterpeto. L’ho presa per me e per chi lavora con me. Fino a che non ci saranno le telecamere, non sarò tranquilla». Nessun altro esercizio nelle vicinanze è dotato di impianto telecamere. È probabile che il gesto sia avvenuto nel cuore della notte.

Avvocato, crede che il gesto possa essere collegabile a questioni da lei affrontate da consigliere comunale? «Sarebbero a scoppio ritardato. È vero che ho affrontato questioni spinose in tale veste ma non voglio pensare che questo sia il risultato di iniziative che ho avuto prima come cittadina e poi come consigliere comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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