Il dolore
Palestra, «menzogne dal sindaco»
Menichetti e Ciaffarafà: «Ha speso troppo, gli atti lo confermano»
SANTA FIORA. La palestra di Santa Fiora scatena nuove polemiche: stavolta tocca a Mauro Menichetti, segretario del movimento Ripartiamo dalla Gente e a Riccardo Ciaffarafà, capogruppo comunale a Santa Fiora, replicare. «Il sindaco deve smettere di prendere in giro i cittadini e di raccontare menzogne - dicono - Sono gli atti di consiglio a parlare per la questione palestra: il primo accordo è del 2003 e riporta 515.000 euro di spesa complessiva, ad oggi ne sono stati spesi circa 2 milioni ed ancora l'opera non è finita. Probabilmente Sel è uscita dall'aula in Provincia perché l'atto è illegittimo come dimostremo a breve anche in consiglio comunale».
Il movimento Ripartiamo dalla Gente ribadisce di essersi sempre battuto affinchè si facessero opere utili e fruibili e non cattedrali da milioni di euro. «Ma questa amministrazione si è fatta prendere la mano dal potere e si è montata la testa a scapito di questo territorio: non è un caso infatti che il sindaco confonda i partiti di appartenenza, che lui ha cambiato diverse volte, quando cerca di ricostruire confusamente la questione per confondere i cittadini, ma i fatti sotto gli occhi di tutti».
Riccardo Ciaffarafà e Mauro Menichetti ricordano di non aver mai fatto parte del Pd, ma semmai del Pci-Pds-Ds e poi di Sinistra Democratica una volta sciolti i Ds ed oggi di Sel. »Tuttavia a Santa Fiora rappresentano il movimento Ripartiamo dalla Gente che è un movimento politico apartitico proprio per rendere un servizio concreto di politica ai cittadini del nostro comune al di là delle convinzioni personali nazionali. Il sindaco eviti di buttarla in politica ed attaccare personalmente chi racconta gli atti di consiglio. Sono 20 anni che Verdi è nell'amministrazione come assessore, vicesindaco e sindaco ed ha speso i soldi dei cittadini: come ad esempio 360.000 euro per rimettere le trote in Peschiera o milioni di euro per avviare opere che non ha mai finito e sono lì chiuse come il Mulino ristrutturato ed arredato che doveva essere una specie di foresteria o il Parco Museo delle acque che nessuno conosce».
«In questa situazione, oggi ci sentiamo sempre dire da questi “amministratori della domenica” - proseguono - che non ci sono soldi per le esigenze e le proposte che noi quotidianamente facciamo per i cittadini. Ci sono delle esigenze per chi vive in questo territorio quotidiane e semplici, alle quali questa amministrazione non è in grado di rispondere. Le strade del Comune sono un percorso ad ostacoli, i parchi sono disastrati o inesistenti come nella frazione di Marroneto. Per non parlare delle promesse sugli sconti del teleriscaldamento che questa amministrazione ha fatto in pubbliche assemblee da anni e mai arrivati. Avendo buttato così i soldi questa amministrazione ha compromesso qualsiasi investimento futuro e concreto per questo comune».
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