Italia
Rissa in discoteca, il Comune non ci sta: «Ora basta»
L’amministrazione di Orbetello non può costituirsi parte civile ma lancia un appello ai giovani turisti
ORBETELLO. Giacomo, al Cto di Firenze, dovrà restarci qualche giorno in più del previsto. Dopo il pestaggio avvenuto fuori alla discoteca Red Carpet che gli è costato la frattura dello zigomo, l’intervento al quale deve essere sottoposto è stato rimandato. Un pestaggio violento, soltanto per essere inciampato, all’uscita della discoteca, e aver urtato una ragazza che era con alcuni suoi amici.
Un’aggressione brutale. Alessandro Ragusa, assessore alle Politiche giovanili del Comune lagunare ha deciso di schierarsi, senza se e senza ma. «Quello che mi hanno raccontato i ragazzi che erano con Giacomo - dice - parlano di una aggressione vera e propria, e comunque di una reazione di violenza inaudita e del tutto gratuita a discapito di questo ragazzo. Non ho motivo di dubitare del contrario conoscendo l'indole pacifica e la bontà d'animo del ragazzo».
Le indagini dei carabinieri stabiliranno cosa è successo domenica mattina a Cala Galera. «Spero solo che - aggiunge - una volta accertate le responsabilità, l’autorità giudiziaria emani la giusta pena per un atto di follia di tali dimensioni. Di calci in faccia si muore». E di calci quella notte sembrerebbero esserne volati molti su un ragazzo che era sdraiato per terra e che aveva avuto l’unica colpa di inciampare e urtare la ragazza sbagliata. L’idea dell’assessore, fino a ieri, era quella di chiedere alla giunta la costituzione di parte civile al processo. «Se il fatto fosse accaduto nel nostro Comune - aggiunge - lo avrei fatto per dare sostegno a chi vorrà contribuire a fare chiarezza sui fatti affiancando loro il Comune, lo avrei fatto per rilanciare il messaggio di fondo che sta alla base del mio ragionamento: la gestione del territorio, la convivenza fra le persone, e perché no, anche i contrasti fra queste, sono regolati dagli organismi democraticamente eletti, dalle istituzioni legittimate dalla nostra democrazia e dalle leggi, non dalla forza bruta, dalla follia o dalla legge del più forte».
Una presa di posizione forte, che però la legge non permette. Il Comune non può essere parte civile perché il fatto è successo a Cala Galera.
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