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Grosseto

DOPO LA CONDANNA

Multiservizi: «Era logico fare un test sulla sicurezza»

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Chi lavora con i macchinari, specie se delicati, deve essere a conoscenza delle norme in materia di sicurezza sul lavoro: «Riteniamo che una motosega non possa essere messa...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Chi lavora con i macchinari, specie se delicati, deve essere a conoscenza delle norme in materia di sicurezza sul lavoro: «Riteniamo che una motosega non possa essere messa in mano a chiunque, così come non si può giudicare l'idoneità di un candidato soltanto guardando come “spazza” una strada».

È questa una delle motivazioni per la quale la Multiservizi aveva articolato diversamente (con prove anche orali) la selezione oggetto di censure dal parte del giudice del lavoro, che ha accolto il ricorso dei concorrenti e ha ordinato un nuovo bando. L’Ams - che annunica che pur ritenendo di aver operato in piena legittimità ottempererà a breve e che la qualità dei servizi non subirà ripercussioni - ricorda che « la commissione esaminatrice, prima di far utilizzare attrezzature che di per se stesse, se non usate correttamente, rappresentano un pericolo per sé e per gli altri, ha ritenuto opportuno testare oralmente la conoscenza dei candidati in merito alle primarie e basilari norme in materia di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e sicurezza sui luoghi di lavoro. Ciò pareva logico». «L'ordinanza del giudice - aggiunge l’azienda - si ferma alla forma e non coglie la sostanza con la quale l'azienda voleva preventivamente tutelare i lavoratori e se stessa. Questa è l'illegittimità di cui si è parlato».

Multiservizi spiega anche che «l’articolazione della prova così come sopra descritta, si è resa necessaria anche per l’ingente numero di domande pervenute, pari a 308 partecipanti alla procedura concorsuale per le aree verdi e 325 partecipanti per lo spazzamento: un numero assolutamente imprevisto ed imprevedibile al momento della stesura del bando da parte della società resistente. Basti pensare che, nell’anno 2009, al concorso manutenzione e pulizia aree verdi della stessa Ams srl avevano partecipato 36 persone mentre al concorso per lo spazzamento avevano partecipato 42 persone».

L’azienda ribadisce che «il metro di giudizio utilizzato dalla commissione giudicatrice è stato il medesimo per tutti i partecipanti» e che «tutte le procedure di selezione seguite sono state improntate ai principi di trasparenza, buona fede, correttezza e par condicio fra i candidati, come dimostrato anche dalle schede di valutazione dei due concorsi redatte “nell'immediatezza” della prova dalla commissione giudicatrice», ricordando l’ampia pubblicità data al bando.

«Infine, ma non ultimo, la Ams non è un ente pubblico e potrebbe tranquillamente adoperare metodi di selezione del personale meno concorsuali, pur nel rispetto delle norme di principio sopra citate, come, del resto, altre aziende operanti nello stesso settore ed aventi la stessa struttura giuridica fanno da anni , oppure potrebbe accontentarsi, come altri, di affidare le preselezioni del personale ad agenzie di lavoro interinale, le quali, poi, forniscono un elenco di pochi candidati “già scremati” alla società».

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