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crisi del lavoro

Floramiata, aumenta lo sciopero

Floramiata, aumenta lo sciopero

Tre ore e mezzo al giorno fino a domani per difendere il posto

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AMIATA. I lavoratori di Floramiata modificano la forma di lotta per difendere il proprio posto di lavoro e attuano uno sciopero a singhiozzo orario, per “colpire al cuore” la controparte.

Questa volta incassano pure l’assenso dei sindacati che abbandonano il metodo “soft” e cavalcano quello più duro dei dipendenti, da mesi senza stipendio. Tutti insieme in modo plebiscitario per salvare Floramiata, dunque, l’azienda amiatina che nel settore florovivaistico è la più grande d’Europa.

Il 20 agosto, infatti, come da calendario stabilito, si è tenuta un’assemblea partecipatissima nella quale tutti i lavoratori col sostegno pieno dei sindacati, hanno deciso di proseguire la mobilitazione già in corso, ma con una nuova forma di sciopero. Non più le due ore che sembrano aver fatto poca presa nei vertici aziendali.

Per cui gli operai che da tempo aspettano il loro salario e non riescono ad ottenere nulla, lavoreranno dalle 7 alle 9,30, poi interromperanno il lavoro fino alle 13 e riprenderanno l’attività per arrivare alle 13,30. Questa forma di lotta prosegue fino al 23 agosto, giorno in cui ci sarà un incontro lavoratori e istituzioni in Provincia, incontro i cui risultati saranno illustrati nell’assemblea dei lavoratori del giorno seguente, il 24 agosto.

«Una decisione pesante - spiegano le sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil - ma non c’è rassegnazione fra i lavoratori, caso mai c’è tutta la rabbia per una gestione aziendale ormai incomprensibile e la volontà comunque di salvare un’azienda con le sue produzioni, che sono la speranza per il futuro».

Si prova, insomma, una linea più dura, per ottenere il mantenimento dell’azienda amiatina, il pagamento degli stipendi ed arretrati, il pagamento dei contributi, un rilancio aziendale e piano di sviluppo, richiesta di intervento di ricapitalizzazione. C’è da parte di tutti gli interessati, la convinzione che qualcosa potrà essere ottenuto solo a patto che non si molli l’obiettivo e che si agisca stringendo i tempi.

Lo stato d’animo generale però è di delusione profonda, palpabile in tutti i lavoratori per le promesse disattese, e la mancanza di ricadute concrete delle iniziative fatte fin qui, a parte le dichiarazioni di solidarietà che arrivano da molte parti. Ma oltre le parole non si va. Anche se c’è consapevolezza che si sta rischiando grosso e che per tutti perdere Floramiata significherebbe incassare una pesantissima sconfitta sul piano occupazionale ma anche su quello della fiducia nelle istituzioni e nei sindacati da parte dei lavoratori.

Anche per questa ragione, dunque, si sta tessendo una fitta rete di incontri che culmineranno il 29 agosto con la riunione già fissata in Regione.

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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