Sicurezza
Danni allo stadio, il Comune fa causa ai tifosi ciociari
GROSSETO. Il Comune di Grosseto si rivolge al Tribunale civile per chiedere a undici tifosi del Frosinone di pagare i danni causati allo stadio Zecchini. E' la conseguenza della sentenza del processo...
GROSSETO. Il Comune di Grosseto si rivolge al Tribunale civile per chiedere a undici tifosi del Frosinone di pagare i danni causati allo stadio Zecchini. E' la conseguenza della sentenza del processo penale terminato nell'aprile scorso, che ha visto condannati 11 dei diciassette imputati dei fatti avvenuti nel corso di Grosseto-Frosinone del 22 gennaio 2006 (serie C1, 1-1). Il Comune di Grosseto si era costituito parte civile ma il giudice Puliatti aveva demandato al giudice civile la quantificazione dei danni.
E adesso il Comune intende procedere. L'azione civile risarcitoria riguarda tutti i condannati anche se non tutti sono stati riconosciuti colpevoli dei danneggiamenti. C'erano stati lanci di oggetti in campo, quel pomeriggio nel corso dell'intervallo, in particolare parti di materiale ricavato dalla distruzione dei bagni della curva sud (allora diversa da oggi): Ivan Moretti ha avuto 9 mesi per accensione e lancio di un fumogeno sulla pista di atletica rimasta danneggiata; Marco Gabriele 8 mesi per il lancio della porta del bagno oltre la barriera divisoria del settore; Francesco Ferrante è stato riconosciuto colpevole del lancio di una transenna di metallo sulla copertura dei servizi igienici, oltre a quello della porta (durante la partita), e condannato a 11 mesi; Mirko Marelli aveva tirato un'asta verso il campo ed è stato condannato a 9 mesi. Altri avevano tirato altrove, anche verso i tifosi del Grosseto situati nella balaustra, quelle parti ricavate dai lavandini distrutti, come Emiliano Bruscino (9 mesi e 15 giorni). Gli altri imputati sono Paolo De Vincentis, Gabriele Anelli, Leandro Cupido, Massimiliano Urro, Gianfranco Trento, Filippo Panico (l'unico non interessato dalla richiesta di risarcimento danni), che avevano anche altre contestazioni, come l'uso di cappelli, sciarpe e occhiali per non farsi identificare. (p.s.)
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