La manifestazione
Unicoop: «Licenziamenti inevitabili»
Mobilità in vista per i dipendenti del punto vendita di via Rovetta, stamani l’incontro tra Comune e sindacati
GROSSETO. «Se davvero la possibilità di riaprire il supermercato sfuma del tutto, Unicoop non si trova nella condizione di poter garantire gli attuali livelli occupazionali e in più subisce un danno economico ingente».
È in questa frase, dalla doppia valenza, la perfetta sintesi del comunicato stampa diffuso direttamente dalla sede centrale della cooperativa. Il riferimento è al punto vendita di via Rovetta, chiuso per la mancanza di un impianto antincendio a norma e dell’agibilità dei locali. Spazi che Unicoop ha in affitto da ben 44 anni.
Non essere nelle condizioni di poter garantire gli attuali livelli occupazionali, fa rima con cassa integrazione per il gruppo di dipendenti che attualmente si trova in ferie forzate, in attesa di conoscere il proprio destino. E questo nella migliore delle ipotesi. Sì perché l’ammortizzatore sociale in questione, solitamente, copre i lavoratori per due anni. Un tempo non sufficiente a Unicoop per realizzare il superstore al Commendone e dunque riassorbire il gruppo. Lo spettro, a oggi, pare dunque essere quello ben più nero della mobilità: «È diventato un gioco al massacro – sbotta Andra Ferretti della Filcams Cgil - noi vogliamo il riposizionamento dei dipendenti nei vari negozi della cooperativa presenti nel Grossetano. Attorno a questa situazione serve un movimento d’opinione. Vista la posizione che sta assumendo l’azienda attendo con ancora più fiducia la riunione dal prefetto».
Eppure, appena dieci giorni fa, il vicepresidente del colosso della Gdo, Sergio Costalli, aveva assicurato, sulle colonne del Tirreno, che non ci sarebbe stato nessun “Tutti a casa”. Un altalena di umori e dichiarazioni che di certo farà venire più di qualche mal di testa a quei venti cui Unicoop ha, sino a oggi, assicurato un apparentemente solido posto di lavoro. Ma torniamo al virgolettato della cooperativa: quel »Subisce un danno economico ingente» viene spiegato dall’impresa con parole inequivocabili: «Il supermercato di via Rovetta non è mai stato un ramo secco, bensì un punto vendita in attivo che generava utili e margini positivi».
Poi ecco i numeri che parlano di un fatturato annuo: «Superiore ai tre milioni e 300 mila euro, (fonte bilancio consuntivo Unicoop 2011)». Per questo i vertici aziendali annunciano: «Unicoop ricorrerà nel più breve tempo possibile alla giustizia amministrativa, impugnando entrambi i provvedimenti» (agibilità e antincendio ndc). Il rischio, per il Comune, è dunque quello di vedersi affibbiare una richiesta di risarcimento danni. I margini a favore dell’impresa della grande distribuzione organizzata, però, sembrano ridotti all’osso: «A oggi né Unicoop, né il proprietario dell’immobile – spiegano dal Comune - hanno infatti prodotto alcun documento che attesti l’agibilità dei locali». Una situazione, a differenza dell’impiantistica antincendio, difficilmente sanabile. Intanto pare proseguire a gonfie vele la raccolta firme a favore della riapertura del supermercato. L’esercizio è visto non solo come punto vendita, ma anche e soprattutto come centro di aggregazione per i residenti del quartiere. A oggi si parla di diverse centinaia di sottoscrizioni.
È infine atteso per questa mattina l’incontro tra Comune e parti sociali. Sindacati che si troveranno a quattr’occhi con l’azienda giovedì. Lì, c’è da scommetterci, più che di quattrini eventualmente persi dalla cooperativa si parlerà di quei livelli occupazionali che non possono più essere assicurati.
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