Finanza
Giù da sette metri, salvo per miracolo
PORTO SANTO STEFANO. Un sopralluogo prima di decidere come fare un lavoro poteva costare la vita a Fabio Figara, un quarantottenne di Porto Santo Stefano che ieri mattina è volato giù da un tetto, da...
PORTO SANTO STEFANO. Un sopralluogo prima di decidere come fare un lavoro poteva costare la vita a Fabio Figara, un quarantottenne di Porto Santo Stefano che ieri mattina è volato giù da un tetto, da circa sette metri d’altezza.
Figara ha un’impresa edile insieme al fratello e ieri mattina è salito sul tetto del cantiere nautico di Andrea Loffredo per verificare un’infiltrazione. L’uomo non si è accorto che c’era un lucernario che, al suo passaggio, si è sfondato facendolo precipitare nel vuoto. A rallentare la caduta è stato un tubo per l’aspirazione della polvere che si trova dentro il capannone. Figara ha sbattuto prima contro il tubo, che è a circa quattro metri d’altezza, poi è scivolato giù finendo sul pavimento del capannone. Nel cantiere navale c’era il titolare ha avvertito immediatamente il 118. A Pispino sono arrivati subito i sanitari con l’elisoccorso. Le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravi, anche se i medici non temono per la vita dell’artigiano. Fabio Figara, che abita con la famiglia nella piazza del Valle, è stato caricato su Pegaso e accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Nella caduta si è rotto una spalla e alcune costole.
Un incidente che poteva finire davvero in tragedia. A Grosseto, qualche anno fa Cesarino Donadelli morì dopo essere volato giù dal tetto di una carrozzeria. Anche lui era un artigiano e anche lui era salito sul tetto ed era stato tradito d un lucernario. In quel caso però, lo schianto a terra fu fatale all’uomo. Donadelli morì praticamente sul colpo.
A Pispino invece, il tubo di aspirazione della polvere ha rallentato la caduta di Figara che è finito sul pavimento del capannone provocandosi varie fratture.
Al capannone di Porto Santo Stefano sono arrivati anche i carabinieri e i tecnici della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl per gli accertamenti.
Tra le verifiche da svolgere anche quelle che riguardano la sicurezza. Se, cioè, tutte le regole siano state rispettate durante quel sopralluogo a sette metri d’altezza. Figara ora è ricoverato all’ospedale di Grosseto, ma non sarebbe, appunto, in pericolo di vita.
Francesca Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
