Sicurezza
Sequestrate tre bottiglie sospette Analisi dei vigili del fuoco
MARINA DI GROSSETO. Tre bottiglie. Tre possibili inneschi. Se davvero abbiano potuto dare origine al maxi incendio di Marina di Grosseto, lo diranno le analisi dei vigili del fuoco, i cui risultati...
MARINA DI GROSSETO. Tre bottiglie. Tre possibili inneschi. Se davvero abbiano potuto dare origine al maxi incendio di Marina di Grosseto, lo diranno le analisi dei vigili del fuoco, i cui risultati saranno disponibili oggi.
E' su questi elementi, e sulla ricerca di testimonianze utili, che si basano le indagini che vedono impegnati la polizia di stato (che ha trovato e sequestrato le bottiglie), il corpo forestale dello stato (incaricato della ricerca delle cause e dei responsabili) e i vigili del fuoco (per le dinamiche di incendio). Indagini che non possono ancora affermare con certezza il dolo ma che sono comunque orientate in questa direzione, anche perché far passare del tempo significa rendere più difficoltoso il reperimento di riscontri. Le tre bottiglie sono state trovate in punti diversi della pineta di Marina di Grosseto, nel rettangolo compreso tra le Collacchie, via Montecristo, via dei Platani e la Grossetana. La polizia di stato ha messo in campo anche la scientifica e la squadra mobile, dopo che il primo intervento è stato effettuato dagli equipaggi delle Volanti.
Al lavoro "tecnico" si accompagna quello di investigazione classica, di ricerca di racconti e riscontri. Un lavoro che cerca anche di stabilire se vi sia stata una "regìa" unica di questo sabato pomeriggio di inferno, con incendi scoppiati in punti diversi e in circostanze diverse. Dice chi sta indagando: chi può escludere con certezza un legame tra il rogo che ha ucciso i 19 cavalli nella notte e quello della pineta nel pomeriggio? In fondo, si tratta di luoghi distanti in linea d'aria nemmeno duecento metri…
Intanto, la Procura aspetta oggi le prime risposte. Non solo dalle analisi delle bottiglie ma anche dall'interrogatorio di Valerio Acampora, il grossetano 29enne, già conosciuto dalle forze dell'ordine, arrestato poco dopo le 16,30 di sabato perché visto da testimoni mentre appiccava un incendio a sterpaglie di un fossato nei pressi della località Casotto Pescatori, vicino alle abitazioni. Poche decine di metri bruciati, senza arrivare alle case. Era in moto. Chi l'ha visto (in quel momento la colonna di fumo nero si alzava già alta dalla vicina Marina di Grosseto), ha seguito i suoi spostamenti, ha annotato il numero di targa e si è affrettato a chiamare il 112. Lui nel frattempo si era allontanato. Ma pochi minuti dopo è stato rintracciato a Grosseto, nella sua abitazione, dai carabinieri di Marina di Grosseto, che lo hanno arrestato dopo aver messo sotto sequestro un accendino. Se vorrà, Acampora potrà dare spiegazioni. Potrà dire perché lo ha fatto. Potrà anche negare, se gli verrà chiesto dal gip, di essere responsabile anche del maxi incendio. Perché il dubbio resta, dice ancora uno degli investigatori: c'è un legame tra l'incendio di Marina di Grosseto e quello di Casotto Pescatori?
Pierluigi Sposato
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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