Il Tirreno

Grosseto

In cenere 40 ettari Danni incalcolabili

di Francesca Gori
In cenere 40 ettari Danni incalcolabili

Le istituzioni lanciano l’appello ai cittadini: segnalare i roghi e denunciare Nessun dubbio sull’origine dolosa che ha scatenato l’inferno a Marina

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MARINA DI GROSSETO. Centomila litri di acqua sono stati prelevati dal canale, i gommoni della Marina di San Rocco hanno lavorato tutta la notte per dare una mano ai vigili del fuoco che hanno fatto anche quello che ormai non sembrava possibile per tenere a bada le fiamme. Il risultato sono stati 40 ettari di pineta bruciati, su un’ottantina di quelli interessati dalle fiamme. Una tragedia. I segni della notte appena trascorsa, nella centrale operativa allestita al distributore Agip di marina, quello minacciato due giorni fa dalle fiamme, erano tutti sul volto degli uomini e delle donne che in questi giorni non si sono allontanati un attimo da lì. «Hanno bruciato il biglietto da visita della nostra città - dice l’assessore all’Agricoltura della Provincia Enzo Rossi - il nostro impegno nella ricostruzione sarà massimo». La frase si strozza in gola all’assessore. non serve, per gestire i nervi, avere esperienza, essere un uomo grande e grosso. Le lacrime gli rigano il volto. Quello che è successo sabato e che è proseguito domenica, a Grosseto, riporta alla mente un altro incendio. «Casa Mora - dice Umberto Fralassi, capo dell’antincendio - ma da allora sono passati più di sessant’anni».

Il tempo passa, cancella. In questo caso però, questo meccanismo sarà difficile: Marina di Grosseto, Roccastrada, Orbetello Scalo, Montieri. In due giorni i fronti sui quali hanno dovuto combattere i sessantadue uomini dei vigili del fuoco, insieme a quelli dell’antincendio della Provincia e della regione, dell’esercito, delle forze dell’ordine e dei volontari, sono stati tanti. Troppi, forse. «Anche perché - conferma il comandante dei vigili del fuoco Ennio Aquilino - le difficoltà erano molteplici, soprattutto sul Canale di San Rocco e vicino alle case». Ieri è stata la giornata del fuoco tenuto sotto controllo, a Marina, e dei nuovi roghi che si sono susseguiti nel resto della Provincia. Ma anche delle stime. «Una pineta del genere è difficilissima da ricreare - dice il comandante della Forestale Alessandro Baglioni - ed è anche difficile vedere distrutti tutti questi pini domestici».

Nessun tentennamento, tra chi ha coordinato tutte le operazioni a terra e in aria per dominare le fiamme, sull’origine del rogo che ha interessato, a Marina, ottanta ettari di pineta.

Un’emergenza che non ha spaventato la macchina operativa. I turisti, un migliaio di persone evacuati dal campeggio Il Sole hanno passato la notte all’Aurelia antica: il bar era aperto, le tende spuntavano come funghi dal terreno. C’era chi aveva tolto dall’auto le sdraio e cercava di dormire e chi invece è rimasto lì, a guardare i figli che cercavano di riposare dentro le auto. Un campeggio improvvisato, nel lungo corridoio del centro dove in tanti hanno dormito sulle panchine, aspettando oggi, e cercando di indovinare come sarebbe stata questa domenica d’agosto.

Ora ci sarà da fare la conta dei danni e ci sarà da trovare il responsabile o i responsabili di chi ha distrutto il biglietto da visita dell’intera Maremma.

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