Il Tirreno

Grosseto

«Nemmeno un euro all’Estate rosellana»

di Enrico Pizzi
«Nemmeno un euro all’Estate rosellana»

Il regista Tarsi si lamenta perché da 6 anni la manifestazione non riceve contributi dal Comune, neanche per la promozione

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GROSSETO. «Quando esponenti della giunta dichiarano pubblicamente che con la cultura non ci si mangia ed è meglio costruire strade, cosa vuoi aggiungere? La soluzione potrà arrivare soltanto alle prossime elezioni comunali, se i grossetani lo vorranno!».

Il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori, non fa nomi, ma attacca l'amministrazione comunale sulla rete, esordendo così, in un suo post su Facebook in cui rende pubblica una lettera che il regista grossetano Francesco Tarsi ha recapitato, alla fine di luglio, all'assessore alla cultura del Comune di Grosseto, Giovanna Stellini, al sindaco Emilio Bonifazi e a tutti i consiglieri comunali.

In quella lettera, Tarsi lamenta il fatto che da 7 anni, da quando, cioè, si è insediata la prima amministrazione Bonifazi, l'Estate Rosellana non riceve più un euro dal Comune capoluogo. La lettera di Tarsi, dal sapore amaro, è arrivata sulle scrivanie dell'assessore Stellini e del sindaco Bonifazi proprio mentre iniziavano le rappresentazioni della 27esima edizione dell'Estate Rosellana, in cui Polis 2001 ha messo in scena “Le città invisibili”, di Italo Calvino.

Nella sua lettera resa pubblica da Gori, il regista maremmano racconta in numeri gli ultimi sette anni di attività dell'associazione Polis 2001, di cui è presidente, e che ha ereditato in tutto l'attività della precedente associazione, la Teleme Teatro. Quattordici nuove produzioni teatrali – scrive Tarsi – oltre 14mila spettatori nel suggestivo scenario dell'anfiteatro della città etrusco-romana di Roselle, 80 giovani attori professionisti di ogni parte d'Italia impegnati sulla scena e ospitati per tutto il periodo delle prove.

Sette anni di grande lavoro, dunque, spiega Tarsi, ma da sette anni l'Estate Rosellana non riceve più alcun supporto dall'amministrazione comunale. Tarsi scrive di prendere atto del «perentorio diniego, da parte dell'assessorato alla cultura, a partecipare, sia pure in minima parte, all'impresa quasi trentennale dell'Estate Rosellana» e osserva che «operando nel parco archeologico di Roselle, bene culturale unico nel suo genere in Italia» è difficile spiegarsi il motivo per cui da 7 anni la manifestazione non riesca ad avere «il minimo apporto da parte del Comune nel cui territorio si trova questo gioiello dell'Etruria e della Romanità».

Quest'anno, tra l'altro, l'associazione Polis 2001 ha messo in piedi la rappresentazione di “Le città invisibili”, di Italo Calvino, con tanto di premesso esclusivo da parte degli eredi dello scrittore, il che consente di rappresentare l'opera non solo a Roselle, ma anche in altri siti archeologici della provincia di Grosseto e in altre piazze d'Italia. Una vetrina prestigiosa per un’associazione made in Maremma, che porta dunque il nome del nostro territorio in giro per la penisola.

A fronte di tutto questo, Tarsi lamenta il sostanziale disimpegno, su questo fronte, dell'amministrazione comunale e ricorda che tutte le amministrazioni precedenti, ultima quella guidata dal prosindaco Gabriele Bellettini, con Fulvia Perillo assessore alla cultura, hanno sostenuto l'Estate Rosellana mentre dal 2006 non è più arrivato un solo euro.

Non solo. Non è nemmeno arrivato quel supporto promozionale e logistico, come per l'illuminazione del percorso per arrivare all'anfiteatro romano, un aiuto non indifferente per chi sale sulla collina di Roselle e che già – secondo Tarsi – sarebbe un bel contributo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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