Il Tirreno

Grosseto

Firme per salvare la Coop «Il Comune deve capire»

di Maurizio Bernardini
Firme per salvare la Coop «Il Comune deve capire»

Enzo Quartana: la chiusura di via Rovetta incide sulle abitudini degli anziani La società ha istituito un numero verde per fornire informazioni ai clienti

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GROSSETO. Una raccolta firme per salvare la Coop di via Rovetta. L’idea è partita da uno dei soci della cooperativa, Enzo Quartana.

L’uomo, dopo essersi armato di sgabello, tavolo e blocco appunti, ha preso posto proprio davanti all’ingresso del supermercato. Qui, dove sino a pochi giorni fa centinaia di barbanellini passavano per fare la spesa, Quartana raccoglie le firme: «Nostro scopo – spiega – non è attaccare l’azienda, ma sensibilizzare il Comune. La chiusura della Coop incide sulla vita quotidiana della gente, specialmente in quella delle persone anziane, spesso sole». Insomma, a cinque giorni dall’arrivo dei sigilli lo storico punto vendita di Barbanella continua a far parlare di sé. Sì, perché nella storia dei negozi di vicinato, soppiantati dalla nascita di grandi colossi commerciali dove è possibile trovare tutto quel che si cerca a prezzi spesso - ma non sempre - stracciati, da lunedì scorso c’è anche la Coop. Qui, però, il discorso presenta più di qualche sfumatura diversa dal solito. Non si è trattato, infatti, di un colpo inferto dalla crisi economica. Né di un brusco calo delle vendite – come hanno precisato anche dall’azienda - ma di qualcos’altro.

La Coop di via Rovetta ha chiuso per colpa dei locali che la ospitavano, in affitto, da 44 anni. Lì sono state riscontrate, dagli organi preposti, due mancanze: una legata all’agibilità, l’altra alla normativa antincendio, completamente disattesa. Argomenti che hanno rapidamente convinto l’Amministrazione a staccare la spina al negozio, sino a poco più di un mese fa rimasto incredibilmente incolume.

Dalla giunta, però, l’hanno spiegato più e più volte: «Non guardiamo a quel che è successo nei decenni trascorsi. Noi amministriamo adesso. Le norme parlano chiaro e vanno rispettate». Ora, mentre dalla cooperativa si sono detti più volte disponibili ad aggiornare completamente il sistema antincendio, resta il nodo della destinazione d’uso. Quegli stanzoni sotterranei non possono infatti, secondo gli organi amministrativi, essere usati per la vendita di prodotti alimentari. I margini di trattativa paiono dunque nulli: lì la Coop, salvo colpi di scena, non riaprirà più. Intanto Unicoop ha predisposto un numero verde 800861081: qui vengono offerte informazioni utili ai clienti dell’oramai ex punto vendita della catena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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