Il Tirreno

Grosseto

«La festa della caccia non deve più ripetersi»

di Alfredo Faetti
«La festa della caccia non deve più ripetersi»

Rabbia degli animalisti a Scarlino contro la manifestazione che si chiude il 19 Mail al sindaco di Lav, Lac e Acu: «Diseducativa per i bambini e fuori luogo»

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SCARLINO. Quando hanno letto i volantini e gli annunci sui giornali non ci hanno visto più dalla rabbia. Agli animalisti basta solo ascoltare del resto la parola “caccia” per storcere la bocca. Figuriamoci, la “festa della caccia”.

È quella che si sta svolgendo a Scarlino in questi giorni (fino a l 19 agosto), a cui vengono coinvolti anche i ragazzi delle scuole primarie. Tanto è bastato al coordinamento dei comitati e delle associazioni animaliste per inviare una lettera di protesta al sindaco scarlinese Maurizio Bizzarri, firmata anche da Wwf, Lav (lega antivivisezione), Lac (lega abolizione della caccia) e Acu (associazione consumatori utenti).

«Un’iniziativa vergognosa», scrivono nel testo le associazioni. La mail inviata a Bizzarri «e per conoscenza anche ad altre istituzioni», contiene anche gli otto punti, scanditi uno ad uno, da cui nasce questa protesta degli animalisti contro la festa. Certo, per buona parte questi punti si riconducono ai temi generali sulla caccia. Ad esempio in termini sociologici: «La caccia uccide milioni di animali ogni anno per il divertimento di una piccolissima parte della popolazione che non supera l'1 percento» è scritto al primo punto.

«L’80 per cento della popolazione è contraria alla caccia» troviamo anche scorrendo la lista. Oppure i punti trattano le ripercussioni che l’attività venatoria ha sulla natura: «i cacciatori inquinano l'ambiente e le falde acquifere con tonnellate di piombo e plastica contenute nelle loro cartucce». Ma c’è anche: «la caccia non risolve i problemi legati ai danni all'agricoltura ma ne è la causa». Fino, ovviamente, all’aspetto etico: «le armi sempre più sofisticate, non danno alcuna possibilità di scampo agli animali».

Ma nella festa scarlinese c’è un aspetto su cui gli animalisti si vogliono soffermare: il coinvolgimento dei bambini, «con una esecuzione di elaborati sulla caccia da parte dei bambini e con l'uso di asinelli per il loro divertimento». Ecco, secondo le associazioni firmatarie della lettera «la caccia è diseducativa, soprattutto per i bambini».

Insomma, un elenco di “no” nei confronti della festa della caccia che si sta svolgendo in questi giorni. Anche con un discreto successo. «Signor sindaco, - si chiude la lettera - la caccia è una guerra che i cacciatori hanno deciso di combattere per il loro divertimento, contro esseri indifesi e senza colpe. Pertanto chiediamo che non si ripetano mai più tali iniziative».

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