Il Tirreno

Grosseto

L’istituzione Imberciadori salverà l’archivio storico

di Fiora Bonelli
L’istituzione Imberciadori salverà l’archivio storico

Dopo i due furti subiti, il proprietario del palazzo Ginanneschi-Nannetti si è dichiarato disponibile a cedere il prezioso materiale della famiglia

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CASTEL DEL PIANO. Sarà l’Istituzione Ildebrando Imberciadori di Castel del Piano ad acquisire la miriade di documenti e libri di archivio che si trovano nella casa di Corso Nasini il cui proprietario è stato per ben due volte derubato dai ladri che gli hanno portato via una statua della Madonna e gli ex voto che i fedeli le avevano donato nel corso dei secoli, più degli annulli postali preunitari e tre album di francobolli postunitari.

Un palazzo, quello interessato dalle ruberie, fra i principali del centro storico, conosciuto come palazzo Ginanneschi-Nannetti che erano fra le famiglie più importanti del paese fin dal secolo XVI. In quel palazzo, con la sua cappella privata era custodita la Madonna del Soccorso, una statua probabilmente proveniente da San Processo, il convento ducentesco che fu dei francescani di Castel del Piano, di grande potere e autorità politica e religiosa.

Nel palazzo Nannetti-Ginanneschi, oltre quella preziosa Madonna (che i proprietari avevano voluto che non fosse mai venduta e lo avevano pure stabilito in un documento ufficiale) sono contenuti documenti storici, accumulati nell’archivio della famiglia casteldelpianese e che presumibilmente rappresentano per Castel del Piano un piccolo pezzetto storico di un mosaico più vasto e articolato di cui, comunque, quei documenti fanno parte.

Insomma un vero e proprio archivio familiare che non va disperso e che l’Istituzione Imberciadori si è preoccupata di “salvare”. L’assessore alla cultura di Castel del Piano, Cinzia Pieraccini fa sapere infatti che dai contatti avuti col nuovo proprietario della casa, c’è la disponibilità di cedere l’archivio all’Istituzione Imberciadori.

L’ente castelpianese ha infatti fra i suoi obiettivi quello di raccogliere gli archivi del paese e del comprensorio e già sono stati donati e disponibili due archivi appetibilissimi e che delle addette stanno riordinando: l’archivio di Ildebrando Imberciadori a cui l’Istituzione è intitolata e quello di Edoardo Imberciadori, che ha messo nella disponibilità dell’Istituzione la sua raccolta di carte storiche che documentano la sua attività di agrimensore per buona parte del secolo scorso.

Tutte tessere che serviranno a ricostruire la fisionomia di un paesaggio, le sue trasformazioni nel tempo, il suo profilo storico.

Adesso anche questi altri documenti che l’Istituzione cerca di salvare per evitarne la dispersione, e per metterli, una volta catalogati, a disposizione degli studiosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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