Il Tirreno

Grosseto

Tdm, Amadei: «Fondi ricevuti a bilancio»

di Matteo Baccellini
Tdm, Amadei: «Fondi ricevuti a bilancio»

La replica del segretario regionale a Desideri, che chiede la riapertura della sede all’ospedale

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GROSSETO. Riaprirà solo il 27 agosto e non si ancora da chi sarà gestito. Ma intanto la saga del Tribunale del malato grossetano si arricchisce di una nuova puntata. Chiusa la sede all’interno dell’ospedale, con tanto di cambio della serratura, lo scorso giovedì, episodio che ha scatenato le ire dei responsabili, sospesi dal segretario regionale, da allora è stato un susseguirsi di accuse, repliche ed esposti.

Stavolta è il segretario regionale Adriano Amadei a prendere carta e penna. «Sulle accuse e illazioni sui nostri bilanci mosse da Desideri che, per le sue doti di architettare menzogne, è un autentico campione della specialità - è il polemico intervento di Amadei - ricordo che la Regione Toscana ha deliberato ed erogato contributi alle associazioni di tutela accreditate, fra cui Cittadinanzattiva toscana, e non li ha certo versati sul mio conto corrente, come Desideri ha oscenamente accusato. Parte di questi fondi sono andati anche all'Assemblea territoriale di Grosseto e alla stessa sezione del Tribunale per i diritti del malato. Le somme ricevute sono state rendicontate, secondo le prescrizioni, e riscontrate fino all'ultimo centesimo».

Esaurita la questione dei contributi, Amadei commenta anche le polemiche sollevate su Gioffrè, il ccordinatore regionale della rete. «I proventi dei libri del dottor Gioffré sono interamente devoluti all'Associazione - prosegue Amadei - Ma pongo l'accento sugli incommensurabili contributi di tali pubblicazioni, dei congressi, agli effetti dei positivi cambiamenti culturali e relazionali, nella lotta al dolore inutile ed evitabile e, quindi, nell'umanizzazione delle prestazioni e dei servizi sanitari». Un intervento che elenca anche gli oltre cento convegni organizzati dal 2008 a oggi da Cittadinanzattiva.

Qualcosa che comunque non convince il “sospeso” Desideri, che prosegue la sua battaglia con la sede regionale tramite un esposto alla Procura della Repubblica. «Amadei non può interrompere l’attività della rete, ma al limite solo alcune iniziative. come recita l’articolo 13», commenta.

Un documento, firmato dalla coordinatrice del Tdm grossetano Giacomina Merli e dal responsabile della privacy Desideri che chiede la riapertura immediata della sede. «A seguito di una convenzione stipulata e mai disdetta con l’Asl - si legge nell’esposto - da parte del coordinatore del Tdm, la concessione all’uso dei locali della sede è di esclusiva pertinenza del responsabile stesso. La chiusura del 7 agosto ha impedito l’accesso alla documentazione dell’archivio (una cinquantina di esposti per il solo 2012), e sospeso qualunque attività di tutela. E c’è il sospetto che qualcuno abbia già trasferito quei documenti altrove».

Insomma, finchè non sarà riaperta quella porta o riassegnata ad altri responsabili la sede, la confusione regnerà sovrana. Intanto un cittadino che in passato si era rivolto al Tdm, Raffaele Vincenzo Amicucci, esprime solidarietà a Desideri. «È una vicenda drammatica e inconcepibile. Sono convinto che non esistano porblemi così gravi che giustifichino la chiusura coatta di un’attività così benemerita, rara isola in un contesto sociale che troppo spesso si disinteressa di chi è in difficoltà».

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