Attenzione
Bracconaggio: pioggia di denunce
Scoperta una guardia ambientale con una trappola posizionata illegalmente
GROSSETO. Cinque bracconieri denunciati. Tra questi ci sarebbe anche una guardia volontaria ambientale della Provincia, sorpreso dai volontari della Lac, la Lega abolizione della caccia, con una gabbia-trappola posizionata senza le autorizzazioni necessarie. I volontari della Lac hanno controllato e vigilato tutto il territorio della provincia. I controlli erano volti a garantire il rispetto delle normative in materia di cattura di animali e caccia legale e illegale. Le cinque persone sono state denunciate perché possedevano gabbie-trappola e tagliole nonché animali la cui detenzione è vietata dalla legge. L'operazione appena conclusa ha portato quindi alla scoperta di gabbie-trappola, affidate in alcuni casi dalla Provincia a persone che ne facevano un uso illegittimo, malgrado fossero secondo l’ente persone autorizzate. Particolare il fatto che una guardia volontaria ambientale della Provincia stessa sia stato sorpreso, dopo decine di giorni di controlli, con una gabbia trappola tipo Larsen posizionata senza autorizzazione all'interno di una sua proprietà. Dato che l'uso di questo specifico tipo di gabbia non è più consentito dal primo di agosto, la polizia provinciale è intervenuta su segnalazione della Lac ed ha sequestrato tutte le trappole atte alla cattura illegale di fauna selvatica. Nell'intervento sono stati trovati anche degli animali detenuti illegalmente ed anch'essi sono stati sequestrati. Un caso particolare si è verificato anche nel Comune di Massa Marittima. In questo blitz della polizia provinciale sono stati scoperte cinque gabbie-trappola Larsen, di cui solo tre regolarmente denunciate e detenute. Inoltre, le gabbie erano in uso in periodo non consentito dalla legge. «Dopo la strage di piccioni avvenuta a San Martino la settimana scorsa, si è verificato un altro spiacevole episodio – dice Raimondo Silveri, della sezione regionale Lac Toscana -. In quell'occasione un gruppo di cacciatori, guidati da un'altra guardia ambientale della Provincia ha sparato a centinaia di animali lasciandoli nei campi coltivati a girasoli, senza la minima cura delle possibili malattie che potevano provocare. Inoltre gli animali sono stati lasciati feriti ed agonizzanti a morire lentamente sotto il sole, contravvenendo alle leggi. Mi preme ricordare anche quell'episodio poiché a mio avviso le guardie ambientali dovrebbero controllare il territorio, non catturare gli animali o addirittura ucciderli».
Giulio Di Fabio
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