Il Tirreno

Grosseto

Arrivano i sigilli alla Coop di via Rovetta

di Maurizio Bernardini
Arrivano i sigilli alla Coop di via Rovetta

Dopo 44 anni chiuso il seminterrato. “Colpa” della mancanza di agibilità dei locali dopo la segnalazione anonima

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GROSSETO. La Coop di via Rovetta ha chiuso. Nella mattinata di ieri sono stati messi i sigilli al locale seminterrato che ospitava il supermercato da 44 anni. È questo l’atto conclusivo di una vicenda lampo, consumata in poco più di un mese. Tutto è partito da una segnalazione anonima alla procura. I successivi controlli, portati avanti dagli organi preposti, hanno spinto il Comune a diramare due differenti disposizioni: una conseguente alla mancanza di agibilità dei locali e per la diversa destinazione d’uso degli stessi, l’altra legata alle lacune dell’impianto antincendio, risultato privo dei requisiti richiesti dalla normativa regionale datata 2005.

Troppo alto il pericolo, per sindaco e assessore al commercio, di finire inghiottiti in un avviso di garanzia per “culpa in vigilando”. L’amministrazione, una volta messa a conoscenza dei fatti dall’autorità giudiziaria, non può mancare l’esecuzione degli atti: «Si tratta – ha sottolineato il primo cittadino – di provvedimenti doverosi, che riteniamo necessari per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della salute dei lavoratori».

A questo punto si fa inevitabilmente più calda l’estate degli oramai ex dipendenti, una ventina in tutto tra stagionali e fissi. Nei prossimi giorni saranno impegnati nello svuotamento degli scaffali. Poi un breve periodo di ferie forzate, in attesa della prossima settimana. Sarà in quei giorni, infatti, che il gruppo saprà qualcosa in più sul proprio destino: è previsto per il 21 agosto il secondo incontro chiarificatore con il sindaco Emilio Bonifazi. Due giorni dopo sarà la volta dei vertici della cooperativa trovarsi faccia a faccia con i lavoratori. Unicoop da parte sua, dopo aver ventilato l’ipotesi di un mancato riassorbimento dei dipendenti presso altri punti vendita della catena, magari una mossa per cercare di convincere il Comune a non andare per vie pesanti, ha fatto marcia indietro. È stato lo stesso vice presidente Sergio Costalli ad assicurare, lo scorso fine settimana, che non ci sarebbe stato nessun “Tutti a casa”. Una precisazione «particolarmente apprezzata» da Andrea Ferretti, segretario della Filcams Cgil. In ogni caso la partita pare tutt’altro che chiusa. I vertici del colosso della Gdo hanno infatti tenuto la linea ferma su un doppio binario: le decisioni degli enti preposti vanno accettate e rispettate, ma l’andare per vie legali non è affatto escluso: «Non potremo astenerci – aveva puntualizzato sempre Costalli - dal far valere i nostri diritti e le nostre ragioni in ogni ordine e grado di giudizio. Diritti e ragioni che, dovessero venir meno, se ne andrebbero insieme alle certezze di molti altri imprenditori, istituzioni e cittadini».

Oggi, come ieri, il richiamo è chiaro: Coop chiude? Bene, ma quanti immobili, in Maremma, sono a norma? Sull’abitabilità dei locali va aperto un capitolo a parte. Sì perché Unicoop, nel presentare le proprie controdeduzioni ai procedimenti avviati dall’amministrazione e nel relazionarsi con la stampa, ha parlato anche di un eventuale smarrimento dei permessi. Un’ipotesi che menzionava anche i locali confinanti a quello che la cooperativa ha in affitto. Quale sia oggi la certificazione in possesso delle autorimesse e dei negozi vicini resta un’incognita. È una certezza, invece, la riunione che il prefetto si è impegnato a convocare per fine agosto. Lì azienda, Comune, parti sociali e lavoratori si troveranno tutti attorno a un tavolo. Gli argomenti, di certo, non mancheranno.

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