La manifestazione
Incendio devasta azienda e circonda il cimitero
A fuoco le serre della Decoflor: case evacuate e camposanto chiuso Distrutto anche un camion dei pompieri che stavano spegnendo il fuoco
GROSSETO. Quattro focolai in un terreno arido, ricoperto di sterpaglie alte, lontani l’uno dall’altro non fanno pensare bene: fanno venire qualche sospetto. Almeno uno, che dietro all’incendio che ieri ha messo in ginocchio un’azienda florovivaistica e che ha avuto come “vittima” anche un camion dei vigili del fuoco intervenuti per domare le fiamme, ci sia la mano di qualcuno.
Per ora non si parla di piromani, ma anche pensare soltanto alla disattenzione o all’incidente, quando si ha a che fare con il fuoco e con le fiamme, suona strano. In tutta la provincia, ieri, di incendi ne sono stati fronteggiati dieci. I più spaventosi sono stati quelli di Montenero, a Castel del Piano, di Salaiola, nel comune di Arcidosso dove sono arrivati i canadair. Ma la lunga colonna nera di fumo, che all’improvviso, nel primo pomeriggio ha cominciato a salire da un terreno dietro il tribunale e la piscina di via Lago di Varano, è stata l’immagine rimasta fissa negli occhi dei grossetani, di chi ieri era in città in un pomeriggio afoso.
Il cimitero di Sterpeto è stato chiuso, i proprietari dei cani del canile di San Martino hanno imbracciato le sistole e hanno bagnato tutta la zona delle gabbie perché il fuoco, che ha letteralmente circondato il camposanto, è corso fin laggiù.
Su quella strada ha distrutto tutto quello che ha trovato. Camion dei vigili del fuoco compreso. I pompieri erano scesi e il mezzo era in sicurezza. Ma il vento è girato e una fiammata ha avvolto il camion, prima di arrivare al vivaio Decoflor. Quattro serre distrutte, il lavoro di una vita andato in fumo. Marcello Mazzetti si appoggia al cancello di casa del figlio, abbassa la testa e comincia a piangere. Sua moglie lo abbraccia. La stima dei danni la fa suo fratello, Fabrizio, proprietario dell’attività. «Sono state distrutte quasi tremila piante - dice - sono riuscito solo a portare via i tre camion che erano là dentro». Dal cimitero di Sterpeto alla serra dei Mazzetti, il viale costeggiato dai cipressi è una strada desolata dentro la scenografia di un videogame: la terra è nera, gli alberi rischiano di cadere sotto i colpi della fiamme che si spengono e ripartono. I dipendenti della San Lorenzo, imbracciano gli estintori e li scaricano sui cipressi. Due di loro sono anche entrati in una baracca e hanno liberato due cani prima che cominciassero le esplosioni. Tutto questo mentre il fumo si appiccica sulla pelle, il fuoco corre dentro il canale Diversivo e viaggia, veloce, verso San Martino.
Ieri pomeriggio, Fabrizio e Marcello erano a casa. «Mio figlio tornando dal centro ha detto di aver visto il fumo - dice Marcello Mazzetti - non abbiamo fatto in tempo ad affacciarci che le fiamme erano arrivate fin quassù». Un vento maledetto, per i vigili del fuoco che hanno dovuto fronteggiare le fiamme vicinissime alle case. Così vicine da costringere la polizia, arrivata in supporto insieme ai carabinieri, alla guardia forestale, alla protezione civile, alla polizia provinciale e alla municipale, insieme ai volontari della Racchetta, a far evacuare le case. «Era successo già cinque anni fa - aggiunge Giordano, anche lui fatto uscire da casa - e anche allora rischiammo di perdere tutto». I Mazzetti, proprietari della Decoflor hanno perso quello che hanno costruito in tutti questi anni. I segni sono sui volti delle donne, rigati di nero, di cenere e lacrime scese dagli occhi. Il contatore distrutto, il sudore che cola sui volti, le bottiglie d’acqua appoggiate sul tavolo fuori, bevute con avidità e disperazione.
A Grosseto. A Marina, invece, a preoccupare è stata la pineta: le fiamme sono arrivate all’incrocio delle quattro strade e il traffico è rimasto bloccato fino all’intervento dei carabinieri prima, dei vigili del fuoco e degli elicotteri poi.
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