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In una lettera al tecnico le perplessità degli operai

In una lettera al tecnico le perplessità degli operai

SCARLINO. Tornano a parlare i lavoratori dell’inceneritore di Scarlino. Lo fanno attraverso una lettera aperta che ha come destinatari il sindaco di Follonica Eleonora Baldi e soprattutto il suo...

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SCARLINO. Tornano a parlare i lavoratori dell’inceneritore di Scarlino. Lo fanno attraverso una lettera aperta che ha come destinatari il sindaco di Follonica Eleonora Baldi e soprattutto il suo consulente Paolo Rabitti. «Nel corso del contraddittorio – scrivono i firmatari - ha dimostrato delle profonde lacune nella conoscenza e nel funzionamento del nostro impianto». Rabitti è un ingegnere di riconosciute capacità, autore di diversi libri e soprattutto un personaggio chiave sin dai primi giorni della vicenda inceneritore. Dal 2010, al tempo della commissione pubblica d’inchiesta, a cui fece parte come consulente del Comune di Follonica. Carica che ricopre anche oggi per quanto riguarda il rilascio delle nuove autorizzazioni all’impianto. Per questo i dipendenti di Scarlino Energia si rivolgono a lui. Parlano in chiave tecnica, riferendosi ad alcuni calcoli, che seppur «non errati di per sé», nascondono delle lacune secondo la lettera. «In buona sostanza, Rabitti ha estrapolato solamente alcune cifre e le ha utilizzate non tenendo in considerazione tutto il resto della documentazione presentata». Numeri espressi dal consulente durante il contraddittorio svolto in Provincia durante il procedimento per il rilascio delle nuove autorizzazioni, su cui però «non è stata fornita nessuna spiegazione plausibile e coerente con le tesi sostenute nelle osservazioni». E non sarebbe la prima volta, secondo i dipendenti di Scarlino Energia. «Come ben ricorderà – rivolgendosi a Rabitti - nel gennaio 2012 Arpat denunciò la sua “rilettura strumentale delle considerazioni fatte dall’agenzia sul Canale Solmine giungendo a conclusioni diverse e introducendo alcuni elementi errati, che hanno portato a supportare valutazioni finali infondate». Una denuncia che «lei non ha mai smentito». I lavoratori vogliono far mantenere alta la tensione sulla vicenda. Il 26 agosto scade la cassa integrazione e ancora non ci sono né le nuove autorizzazioni né la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso contro quella del Tar. «Per questo noi lavoratori chiediamo a lei e al sindaco di spiegare all’opinione pubblica e anche a noi quali sono i numeri veri e quali sono i calcoli esatti. Ci piacerebbe essere convinti della fondatezza delle sue valutazioni tecniche perché, in questa fase, anche da esse può dipendere il nostro futuro».

Alfredo Faetti

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