Italia
Tdm, è ancora scambio di accuse
Desideri: «Mai visto il bilancio del coordinamento regionale» La replica: «Solo insulti e aggressioni dai nostri ex colleghi»
GROSSETO. Un botta e risposta che non accenna a placarsi, quello tra i responsabili “sospesi” del Tribunale del Malato e corrdinatori di Cittadinanzattiva, l’associazione che racchiude al suo interno anche l’attività del Tdm.
La faida tutta grossetana ormai è scoppiata e non sembra che gli animi siano più distesi, a qualche giorno di distanza dalla decisione di commissariare la sede locale.
«Non ci sorprendono gli atti di piaggeria da parte di Gioffrè, coordinatore regionale dell’attività - è la replica di Roberto Desideri - del resto nei due anni di mia competenza qui a Grosseto non ha mai provveduto a riunire un coordinamento regionale del Tribunale del malato. Se vuoi dare le regole e pretendi che lo statuto sia rispettato, devi essere il primo a farlo».
Desideri dalle risposte passa al contrattacco. «Non avendo mai fornito in questi anni i dati sul bilancio, vengono forti dubbi sui proventi dei libri che lo stesso Gioffrè scrive, e che pubblica tramite un sistema ingegnoso sul sito di Cittadinanzattiva. Basta cliccare un pulsante per poterli acquistare, ma non so - aggiunge Desideri polemicamente - che fine facciano i ricavati». Intanto i “sospesi” stanno preparando il dossier da presentare alla Procura della Repubblica con cui “inchiodare” alle proprie responsabilità anche la segreteria generale e Amadei.
«Condanniamo fermamente i comportamenti aggressivi e insultanti dei nostri ex colleghi del Tribunale per i diritti del malato - è la risposta del coordinamento regionale del Tdm, tra cui alcuni grossetani - recentemente sfiduciati dal segretario Amadei, per violazioni gravi e ripetute allo statuto democratico dell'associazione. Crediamo infatti sia intollerabile l'utilizzo della denigrazione personale per difendersi dagli addebiti, a loro rivolti, compreso quello di non svolgere con correttezza il delicato compito di tutela dei diritti inerenti alla salute dei cittadini».
«Non vogliamo che la fiducia e la credibiltà, di cui gode Cittadinanzattiva presso i cittadini e le istituzioni, debbano essere messe in discussione da atteggiamenti irrispettosi dello spirito di norme statutarie», conclude la lettera firmata da Cerchiai, Cozzupoli, Quaresima, Tuoni, Reghin, Micca, Platter, Sorge, Musso, Serlenga e Ammassari.
Matteo Baccellini
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