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La crisi di Floramiata ancora sciopero di 2 ore

La crisi di Floramiata ancora sciopero di 2 ore

Fino al 20 braccia incrociate e solo 6 ore di lavoro: 200 dipendenti a rischio Giovedì incontro con i sindacati con richieste di pagamento stipendi e arretrati

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AMIATA. Bisogna salvare Floramiata. Questa la parola d’ordine dei lavoratori, delle istituzioni, dei sindacati, dopo che una crisi nera ha investito l’azienda più grande d’Europa del settore: 200 lavoratori, che stanno vivendo un momento di angoscia per il futuro dell’azienda. Giovedì scorso riunione importante e attesissima, tra i segretari sindacali regionali e i vertici dell’azienda. Molta la carne al fuoco: richiesta del pagamento degli stipendi ed arretrati, pagamento contributi, rilancio aziendale e piano di sviluppo, richiesta di intervento di ricapitalizzazione. Questi gli argomenti forti della discussione. Ma i lavoratori non sono stati convinti delle risposte e hanno deciso di proseguire lo sciopero di 2 ore al giorno fino al 20 agosto, data in cui ci sarà la ripresa forte delle spedizioni. Poi saranno prese successive decisioni. L’incontro, attesissimo, è arrivato dopo il nuovo incontro di mercoledì tra i sindaci dell’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia e l’assessore provinciale alle attività produttive Tiziano Scarpelli con Rsa di Floramiata e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di istituzionalizzare dei tavoli regionali che possano coinvolgere i diversi assessorati.

Un primo incontro si era svolto venerdì 3 al termine della assemblea dei lavoratori, che ha deciso la mobilitazione e gli scioperi che si stanno svolgendo in questi giorni. Le istituzioni condividono pienamente l’analisi e il percorso definito dall’assemblea dei lavoratori finalizzato a ottenere certezze per il futuro di Floramiata, la presentazione del piano industriale finale e risposte immediate e concrete rispetto all’erogazione degli stipendi arretrati. «Nel manifestare la massima disponibilità a condividere tutte le azioni necessarie per assicurare protezione e sicurezza per il posto di lavoro, i rappresentanti delle istituzioni esprimono piena solidarietà ai dipendenti di Floramiata, attivandosi per l’istituzionalizzazione dei tavoli di livello regionale che possono coinvolgere i diversi assessorati, e seguire in tempo reale l’evolversi della vertenza fin dalle prossime ore». Ma quello che i lavoratori stanno vivendo è amarezza, sconcerto e preoccupazione forte per il futuro. Sebbene si speri che il dispiegamento di forze a sostegno di Floramiata dia qualche risultato, tuttavia la delusione è profonda: «Si vedono nubi minacciose e basta - commenta un lavoratore - promesse per adesso disattese. Vedremo nel prossimo futuro. Ma credo che tutti debbano rendersi conto cosa rappresenta Floramiata per la montagna e per la sua tenuta economica».

Fiora Bonelli

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