Sicurezza
La Coop costretta a chiudere «Andremo per vie legali»
GROSSETO. È certo: la Coop di via Rovetta, dopo 44 anni di attività, chiude i battenti. Gli atti che ufficializzeranno la scelta del Comune sono già stati emessi e saranno notificati, con ogni...
GROSSETO. È certo: la Coop di via Rovetta, dopo 44 anni di attività, chiude i battenti. Gli atti che ufficializzeranno la scelta del Comune sono già stati emessi e saranno notificati, con ogni probabilità, nella giornata di lunedì prossimo. Da quel momento, le vendite dovranno essere sospese. Per sempre.
È questo l’atto conclusivo di una lotta per la sopravvivenza nata da una segnalazione anonima fatta alla procura della Repubblica. I controlli che ne sono seguiti, portati avanti dagli organi preposti, avrebbero riscontrato diversi problemi, su tutti la totale inagibilità e inosservanza alle attuali normative antincendio. «Un supermercato, in un’area interrata, non può starci» hanno più volte ripetuto da piazza del Duomo uno. E infatti, anche nel caso in cui il nodo antincendio venisse sciolto, rimarrebbe l’intoppo della destinazione d’uso dei locali. Alla fine del tira e molla con Unicoop, portato avanti più sulle pagine dei giornali locali che non direttamente - come lamentato dal primo cittadino – va detto che la decisione del Comune è stata quella più scontata. Sì, perché sia il sindaco Bonifazi, che l’assessore al commercio Cerciello, in questa faccenda rischiavano grosso: la possibilità di ricevere un avviso di garanzia per “culpa in vigilando” non era poi così remota. Insomma, gli uomini dell’Amministrazione, una volta messi a conoscenza del fatto e acquisite le informazioni del caso, non potevano certo chiudere un occhio e mancare l’esecuzione degli atti.
E Unicoop? La cooperativa, dopo aver accusato il colpo, non ha certo intenzione di offrire l’altra guancia. Lo fa capire il vicepresidente del colosso della Gdo Sergio Costalli che però, sui lavoratori, assicura: non ci sarà nessun “tutti a casa”.
Costalli, finisce così la storia del supermercato di via Rovetta? «Posso dire che in 44 anni di attività abbiamo ricevuto visite da tutti gli organi di controllo possibili e immaginabili. E oggi esce questo? Unicoop ha sempre agito nel pieno rispetto delle leggi, dei regolamenti di attuazione posti a disciplina delle attività commerciali e a tutela dei soci, dei consumatori e dei lavoratori. Le autorizzazioni sono necessariamente legate alle normative vigenti al momento del loro rilascio. Andare oltre significa avere doti di preveggenza che oggi Unicoop non possiede».
Qual è il vostro rapporto con l’Amministrazione? «Abbiamo piena fiducia nell’operato delle pubbliche autorità. Faremo quanto di materialmente utile per migliorare i locali che abbiamo in locazione. Questo per rendere un miglior servizio ai nostri soci e ai consumatori».
Non dovesse bastare? «Non potremo astenerci dal far valere i nostri diritti e le nostre ragioni in ogni ordine e grado di giudizio. Diritti e ragioni che, dovessero venir meno, se ne andrebbero insieme alle certezze di molti altri imprenditori, istituzioni e cittadini».
In via Rovetta, sino a oggi, avete assicurato il posto a una ventina di dipendenti. Dietro loro ci sono altrettante famiglie: che fine faranno? «Unicoop non licenzierà nessuno. Quando e se sarà notificato l’atto di chiusura prenderemo le nostre decisioni, in accordo con i sindacati e nel rispetto dei nostri lavoratori. Ogni possibile soluzione per limitare disagi sarà presa in considerazione, ma nessuno perderà il posto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
