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Grosseto

«Società della Salute, sbagliato chiuderle»

«Società della Salute, sbagliato chiuderle»

Sindaci e direttore dell’Asl scrivono a Enrico Rossi: in Maremma esperienza positiva e non onerosa

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GROSSETO. Sull’ipotesi dello scioglimento delle Società della Salute anche l’assemblea dei soci – composta dai sindaci di Grosseto, Roccastrada, Campagnatico, Castiglione, Scansano e Civitella e dal dg dell’Asl 9 – ha voluto esprimere la propria opinione. Con una lettera indirizzata al governatore Enrico Rossi, Emilio Bonifazi, presidente di Coeso SdS, chiede a nome di tutti i soci «una riflessione e discussione condivisa» sul futuro degli enti nati per gestire e governare la domanda di servizi e prestazioni sociali, socio sanitari e socio assistenziali.

«Consapevoli dell’incerta prospettiva giuridica, l’assemblea auspica di poter dare il proprio contributo per individuare una soluzione condivisa che possa tutelare il più possibile i cittadini, assicurando loro servizi adeguati, e, allo stesso tempo, rispondere a necessità economiche e di semplificazione organizzativa».

Sottolineando come, a seguito della revisione della legge nazionale, anche la norma regionale che regola le Società della Salute vada rivista, il presidente Bonifazi ribadisce che porre fine all’esperienza delle SdS può avere «Conseguenze negative per gli oltre 9mila cittadini della zona che ogni anno usufruiscono di percorsi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali integrati, caratterizzati dall’apporto di professionalità diverse che sono riuscite a garantire una maggiore equità nell’accesso ai servizi e una maggiore appropriatezza». Tutto questo senza comportare aggravi finanziari per il sistema, ma, al contrario, con evidenti e documentabili risparmi. «Siamo convinti che l’integrazione, rappresentata e portata avanti delle Società della Salute, sia l’unico strumento non solo per utilizzare correttamente le risorse economiche, ma soprattutto per governare la domanda di prestazioni sanitarie rese necessarie da comportamenti individuali scorretti e da politiche pubbliche inappropriate».

«Infine non accettiamo l’idea che le SdS passino per dei carrozzoni onerosi, come le hanno definite molti loro detrattori, e per questo vadano sciolte. L’esperienza dell’Area grossetana, infatti, dimostra che il lavoro comune delle Amministrazioni comunali con l’Azienda sanitaria locale abbia determinato solo risparmi, come testimoniano i nostri bilanci, e politiche pubbliche coordinate e consapevoli, consentendo peraltro ad ogni soggetto di mantenere la propria autonomia decisionale e responsabiltà».

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