Il Tirreno

Grosseto

L’amico è in panne lui corre ad aiutarlo e muore in strada

di Elisabetta Giorgie Alfredo Faetti

Schianto al Collecchio: perde la vita un finanziere romano Grave un frate gavorranese in auto con lui. Feriti 5 anziani

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MAGLIANO. «Mi si è rotta la macchina. Mi venite a prendere?». E lui parte di corsa: morirà poco dopo per un incidente stradale, proprio mentre corre ad aiutare l’amico. Ancora sangue sulle strade, ancora un bilancio terribile sull'Aurelia: un 42enne muore per una tragica fatalità mentre altri sei sopravvivono: due di loro sono 88enni e una è 93enne.

Succede nella notte tra mercoledì e giovedì, in direzione sud all’altezza del Collecchio. È qui che, dopo una devastante carambola, il finanziere romano Pasqualino Donato perde la vita mentre l’amico (un frate) riesce a salvarsi. Sono le 23 circa quando Donato è a bordo della sua Fiat Idea che sbanda per cause da chiarire e coinvolge un’altra macchina sopraggiunta al seguito, la quale centra in pieno le lamiere della Fiat sparse per tutta la strada. Alla fine l’incidente - spettacolare - coinvolge 7 persone di cui una (il finanziere appunto) muore mentre il passeggero che gli siede accanto - uomo di chiesa gavorranese - è grave e le altre 5 dell’altra auto, molto anziane, riportano ferite più o meno gravi.

Un incidente tanto terribile quanto caratterizzato da un destino beffardo. Siamo sull’Aurelia sud in direzione Roma, sulla quattro corsie all’altezza del chilometro 164. È la zona del Collecchio, nel comune di Magliano, un rettilineo denso di insidie in cui Pasqualino Donato - classe 1970, origini cosentine e residente a Roma dove lavora in Finanza - è in auto insieme al frate suo amico: quest’ultimo si chiama Bruno De Sensi, ha 50 anni, ha radici gavorranese anche se abita a Canale Monterano, ovvero anche lui nella provincia capitolina. I due amici in questi giorni erano in Maremma perché il fratello del frate - noto esponente dei Verdi gavorranesi, Andrea De Sensi - per domenica prossima sta organizzando un raduno di vespisti. Per l’occasione il fratello frate lo ha raggiunto in Maremma con l’amico finanziere; mercoledì il politico si reca a Roma a prendere del materiale per il suo raduno di vespisti. E proprio mentre sta tornando a casa, a Gavorrano, ha un brutto intoppo e chiama suo fratello e Pasquale. «Mi si è rotta la macchina, mi venite a prendere?» Loro non ci pensano due volte e partono per aiutarlo, ed è ora tarda quando qualcosa - forse un colpo di sonno o un animale di passaggio - distrae il conducente. Donato perde il controllo e dopo uno scarrocciamento di 40 metri finisce fuori strada: centra violentemente un casottino dell’Anas in cemento armato situato sulla banchina e piuttosto ingombrante, di 3 metri per 4. L'urto è tremendo; la vettura sbatte violentemente cofano e portiera sinistra, perde pezzi. Il guidatore praticamente muore sul colpo, mentre l’altro - Bruno - riporterà ferite gravi finendo ricoverato all’ospedale Misericordia di Grosseto in prognosi riservata. Ha fratture al costato, al bacino, agli arti inferiori, e lesioni ai vari organi. È in terapia intensiva e le sue condizioni sono costantemente monitorate. Ma non è tutto. Perché oltre a quest’auto ne è coinvolta un’altra sopraggiunta da dietro, nella stessa corsia, che sbanda per evitare l’auto incidentata: è una Toyota Yaris con dentro 5 persone a bordo. Sono molto anziane e riporteranno ferite di varia entità, curate nei cari ospedali di Grosseto e Orbetello. La Toyota centra in pieno pezzi di ruota e di sospensioni del motore, ma i passeggeri se la cavano. La più grave, Ivana Campolmi - classe 1924 - viene trasferita a Siena in neurochirurgia per fratture vertebrali, ha 30 giorni di prognosi. Costanza Corsi, anche lei portata al Misericordia, ha 4 giorni di prognosi ed è stata già dimessa ieri. Bruno Menziani, 88 anni, ha anche lui contusioni leggere e ne avrà per pochi giorni. Sono trasferiti invece nell’ospedale di Orbetello la 93enne Clementina Sartori e l’amica Patrizia Piras, hanno contusioni leggere e vengono dimesse di lì a poco.

La vittima, Donato, era nato in Germania e si era poi trasferito nel consentino, a Luzzi, dove aveva messo radici. Era in servizio nella Finanza del gruppo di Fiumicino presso l’aeroporto. Non era sposato e non aveva figli. Il corpo è all’obitorio di Grosseto; oggi è l’autopsia.

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