Attenzione
Grifone d’oro, bufera sul conduttore
Il riconoscimento sarà presentato ancora da Giancarlo Capecchi, ex direttore di Teletirreno che ha licenziato 16 dipendenti
GROSSETO. È bufera sul Grifone d’oro, il massimo riconoscimento che la Pro loco città di Grosseto riconosce ogni anno a persone che ne risultino meritevoli. Per questa nuova edizione il premio è stato assegnato a Eraldo Camarri, medico grossetano morto proprio nell’agosto di un anno fa dopo lunga malattia. Ma a scatenare malumori da più fronti non è certo la scelta del “premiato” bensì quella del conduttore premiante.
La kermesse di piazza Dante, difatti, sarà presentata dall’ex direttore di Teletirreno Giancarlo Capecchi (oggi in forze nella nuova emittente Tirreno Channel), in virtù di una scelta compiuta ancora una volta dalla Pro Loco e mal digerita da molti dei 16 dipendenti licenziati a settembre scorso; i quali, dopo anni di lavoro, sono rimasti a piedi e con arretrati da riscuotere. Ma anche i sindacati scendono in piazza contro il conduttore.
Il Grifone d’oro arriva al termine di un annus horribilis, costellato di vertenze di lavoro e malumori vari: a Capecchi la conduzione del Premio è stata confermata - come più volte in passato - dalla Pro Loco presieduta da Umberto Carini, per un “fatto - dice lui - quasi fisiologico” ma che quest’anno è percepito in maniera ben diversa.
È tutto pronto infatti per la cerimonia di stasera, ma la rabbia è alle stelle. Gli ex giornalisti licenziati di Teletirreno scalpitano e in questi giorni c’era chi, tra loro, ventilava proteste plateali, gesti eclatanti o un picchetto in piazza proprio di fronte al premio.
Qualcuno sbotta: «Noi siamo tutti a casa, qualcun altro no. Ci sono vertenze in corso, nodi e comportamenti da chiarire. La decisione della Pro loco ci è sembrata quantomeno inopportuna e fuori da ogni tempistica, dimostrandosi - invece che un’associazione vicina, sensibile e aggiornata ai problemi della città - una realtà impreparata, distante e indifferente a noi e alla realtà cittadina». La speranza era che le istituzioni maremmane facessero un passo indietro.
Entra nel merito anche la Cgil con Lorenzo Centenari, segretario provinciale, che spiega di aver contattato il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi per provare a ridiscutere la candidatura di Capecchi alla conduzione del Grifone.
«Al sindaco ho voluto far presente l’inopportunità che a presentare il Grifone fosse proprio lui, Capecchi. L’ho chiamato apposta - dice Centenari - E gli ho prospettato l’ipotesi che a farlo fosse un qualunque altro giornalista grossetano. Magari proprio uno di quelli licenziati da Teletirreno...».
Un gesto simbolico, insomma, per provare a ristabilire equilibri perduti in un clima di imbarazzo istituzionale. La scelta non è mutata. «E i lavoratori considerano tutto questo un affronto alla loro dignità. Ritengo che la vicenda di Teletirreno in cui è stato coinvolto Capecchi per il Grifone, non solo per il suo incarico di direttore ma anche come conduttore, sia una vicenda triste. Definisco vergognoso il modo in cui si è comportato l'azienda, e inopportuna la scelta della Pro loco: il risultato finale è che lui è in piazza e continua a lavorare e trasmettere su un’altra rete, mentre sedici persone sono a casa. Una vertenza, tra l’altro, che è anche difficile da portare avanti e che ci fa diventare matti, perché l’azienda sta cercando in tutti i modi di rendersi irreperibile. Credo che sia in gioco anche un questione di sensibilità: la mia valutazione è che attenzione e sensibilità evidentemente alberghino in alcuni e non in altri».
Intanto i dipendenti licenziati stanno portando avanti le loro vertenze di lavoro per impugnare un licenziamento che considerano illegittimo. Chiedono il pagamento del Tfr e delle spettanze arretrate, hanno depositato gli atti e stanno procedendo con tre avvocati diversi (due dei quali del sindacato Cgil e Cisl), nei confronti dell’ex emittente di Piero Barbagli. È di due giorni fa anche la presa di posizione dell’Ast, associazione della Stampa toscana, che ha manifestato piena solidarietà nei confronti di lavoratori i quali, oltre ad aver perso il loro lavoro, «vantano crediti legittimi verso un’azienda che ha provveduto al loro licenziamento senza troppi scrupoli e senza nemmeno seguire le doverose procedure di legge». Anche l’Ast è entrata nel merito del Grifone d’Oro che nel 2010 fu assegnato proprio a Teletirreno, auspicando l’opportunità che sia mantenuta alta l’attenzione su un “caso” ancora aperto».
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