Il Tirreno

Grosseto

«Addio al nostro angelo che aiutava i più deboli»

di Claudia Della Verde
«Addio al nostro angelo che aiutava i più deboli»

Orbetello piange Giorgio Ponzio, 44enne nato con una grave malformazione e morto ieri di tumore. Si era battuto da sempre per soccorrere i bambini malati

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ORBETELLO. Per anni ha combattuto; ieri invece ha ceduto. Si è spento in mattinata Giorgio Ponzio, un orbetellano di importazione che negli anni novanta ha trascorso la propria giovinezza in riva alla laguna. Nato a Senigallia il 2 gennaio 1968, Giorgio si era poi trasferito a Orbetello con la famiglia, dove è rimasto per circa dieci anni.

Sua madre, la signora Bacchicocchi, era un’imprenditrice che, nella periferia del capoluogo comunale, mandava avanti un’attività all'ingrosso di frutta e verdura nei locali dove ora ha sede l’Hdiscount (ex Sosty), per poi prendere in gestione con altri parenti il celebre hotel “I Presidi” sul lungolago di levante.

Una famiglia molto nota a Orbetello, dove Giorgio si era fatto ben volere da subito. Era un ragazzo nato con una malformazione alla spina dorsale che spingeva la vita sulle ruote della sua carrozzina. Sempre sorridente e disponibile; ma soprattutto affezionato quanto mai nessuno alle vie del centro dove - una “vasca” dopo l'altra - incontrava in carrozzina i suoi compagni di scuola, gli amici, i conoscenti; insomma, chiunque avesse qualcosa da dire. Era un tipo loquace e solare, a cui piaceva certo chiacchierare anche con visi sconosciuti. Amava molto anche i bambini, sua ragione di vita e speranza, tant’è che in più occasioni si era fatto promotore di campagne volte alla sensibilizzazione verso la ricerca scientifica su malattie genetiche. La sua attenzione era rivolta ai piccoli disabili, come Alessandro, ragazzino affetto da una distrofia muscolare e per il quale aveva intrapreso insieme ai genitori una raccolta fondi a supporto delle cure.

Stessa cosa per Emanuele, giovanissimo finito in coma dopo una semplice operazione di appendicite.

Giorgio era tornato intorno al 2000 nel suo paese natale, dove ha messo in pratica tutte le sue passioni: leggeva favole ai bambini nelle scuole e tramite Facebook dava conforto a famiglie che vivevano piccoli e grandi drammi legati alla malattia.

Una malattia che, da qualche anno a questa parte, lo aveva colpito con un tumore, che però non gli ha tolto la voglia di vivere e sperare.

Sul social network - ieri - moltissimi i messaggi di solidarietà di chi ha seguito la sua malattia e gli ha voluto bene. Giorgio era andato a Roma per una prima operazione, per poi tornarci a seguito di complicazioni. Proprio il 25 luglio un’amica scriveva sulla sua pagina: «Ho appena ricevuto notizie. Il nostro Giorgio ha bisogno di tanta tanta forza da parte di tutti noi suoi amici, sorelline, fratellini, amichetti. Domani verrà operato. Intensifichiamo le preghiere, facciamogli sentire che ci siamo, in questo momento ne ha davvero bisogno». La notizia della sua morte ha gettato un velo di tristezza nella cittadina lagunare, che si è stretta nel ricordo di un ragazzo così speciale.

«Quando gli raccontavamo delle nostre “giornate no” lui non rispondeva mai autocommiserandosi, ma cercava sempre di trasmetterci il lato positivo delle cose». Un altro orbetellano suo amico e coetaneo lo ricorda così. «Quale maledetto destino ha accompagnato la tua splendida anima per tutta la tua vita terrena. Sono sicuro che qualcuno abbia deciso che fosse l’ora che tu smettessi di soffrire per regalare alla tua anima e al tuo spirito la giusta riconoscenza. Sei un grande, Giorgio! Lo sarai sempre». I funerali si terranno oggi a Senigallia. Gli orbetellani dimostrano di non dimenticare le qualità per cui quest’uomo è stato così apprezzato in paese: la sua frase preferita era «amo la vita, adoro stare in mezzo alla gente».

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