Finanza
«Prisco sapeva da tempo della scelta»
Associazione sommelier, al funerale del delegato i vertici regionali smorzano le polemiche
GROSSETO. C’erano tantissime persone, ieri pomeriggio, alla chiesa del Sacro Cuore per dare l’ultimo saluto a Giovanni Prisco, per trent’anni delegato provinciale dell’Ais (Associazione italiana sommelier), morto martedì mattina per un infarto. E accanto ai tantissimi iscritti maremmani all’associazione che lo stimavano e che si sono stretti attorno alla moglie Lina e ai figli, c’erano anche i vertici regionali dell’associazione, oltre al vicepresidente nazionale Roberto Bellini, delegato della sezione di Pistoia.
Ed è proprio Bellini che smorza le polemiche dopo che nell’ambiente maremmano dell’associazione in più di uno aveva collegato il malore fatale al dolore per la “rimozione”, decisa a Firenze, dal ruolo di “capo” dei sommelier grossetani. Una rimozione che per Prisco era stata una mazzata.
Roberto Bellini ribadisce che l’Ais è vicina alla famiglia di Prisco e che il percorso per la sua sostituzione al vertice della delegazione maremmana era iniziato da tempo anche se poi la decisione finale era stata presa a fine luglio, nell’ultimo consiglio regionale.
«Credo che Giovanni avesse ricevuto la lettera da qualche giorno e non lunedì mattina, ma non è questo il punto. Erano almeno due anni che parlavamo con lui di un avvicendamento. Ormai aveva una certa età e, soprattutto, non riusciva più a stare al passo con i tempi. Questo non toglie che, per la delegazione maremmana, sia stato fondamentale. Ha fatto un ottimo lavoro che gli è sempre stato riconosciuto. Solo che adesso pensavamo che ci fosse bisogno di un ricambio. Niente di male, da mesi gli avevamo chiesto di indicarci qualcuno per la successione».
Lui, però, teneva al suo ruolo più che ad ogni altra cosa. E viveva questa richiesta con dolore. «Non era mai stato d’accordo, in effetti, e ce lo diceva chiaramente, dicendosi pronto a fare di più. Così per un po’ abbiamo rinviato: ora pareva che stesse accettando questa decisione. Dispiace che una tragedia che ci ha lasciato tutti addolorati possa essere occasione per aprire una polemica inopportuna e dolorosa. A Giovanni volevamo tutti bene ed era un amico carissimo. L’Associazione vuole ribadire tutto l’affetto per lui e la sua famiglia. Siamo qui a testimoniarlo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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