La manifestazione
Piattaforma tecnologica per rilanciare l’ex Mabro
I vertici dell’azienda richiamano le vestaglie azzurre al senso di responsabilità «Antiquata la contrapposizione ideologica portata avanti da alcuni»
GROSSETO. Antiquata la contrapposizione ideologica portata avanti dai rappresentanti delle rsu e un manichino portato in assemblea che non voleva essere una provocazione, bensì «rappresentare chi, rinunciando al diritto di partecipazione e di discussione, garantito a tutte le lavoratrici e i lavoratori dell'azienda, si poneva in modo passivo e assente nei confronti dei colleghi, della proprietà e del suo stesso futuro». Abbigliamento Grosseto, dopo le proteste dei sindacati per l’assemblea indetta fuori dall’orario di lavoro dal nuovo manager incaricato da Barontini di tenere anche le relazioni sindacali, si prepara all’incontro di questa mattina con le vestaglie azzurre. «Altre interpretazioni di quello che è successo - prosegue la proprietà - sono improprie e se hanno offeso qualcuno ci scusiamo ma non era nelle nostre intenzioni».
Le scuse, come richiesto dai sindacati, quindi, sono arrivate. Ma all’ex Mabro il clima non sempre essere dei più distesi. «La storia dell’azienda - prosegue la nota di Abbigliamento Grosseto - è costellata di difficoltà, di rinunce e di risultati mediocri, le conseguenze di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: riduzione dei posti di lavoro, cassa integrazione, difficoltà a pagare gli stipendi». Non è solo una risposta alle rsu, quella dell’azienda. Ma anche un modo per giocare a carte scoperte. «Stiamo lavorando al rilancio internazionale della Mabro - scrivono - e crediamo nella storia e nel futuro della società e nella professionalità dei lavoratori. Abbiamo in cantiere un piano di sviluppo industriale che prevede il rinnovamento della produzione e della politica commerciale, l'utilizzo di una piattaforma tecnologica che porterà nuovi capitali e rivoluzionerà tutto il settore della sartoria industriale di qualità, riportando la Mabro al vertice del settore e mettendo le basi per invertire la tendenza anche rispetto alla congiuntura economica sfavorevole del momento». Un progetto ambizioso e altamente innovativo, che tiene conto dei profondi cambiamenti avvenuti nel mondo per il processo di globalizzazione in atto e che per avere successo «ha bisogno della collaborazione di tutti, in primo luogo delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno i loro destini legati ai nostri - aggiungono - È arrivato il momento di dire basta alla contrapposizione ideologica basata sul gioco delle parti e su metodi antiquati, validi in un sistema economico del secolo scorso. Per rilanciare l’azienda abbiamo bisogno delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno capito che i nostri destini sono comuni e sono legati ai risultati, chi invece pensa di remare contro non ha capito che la salvezza e il rilancio della Mabro coincidono con la salvezza del posto di lavoro ed il rilancio delle prospettive future per sé e per chi verrà dopo di lui».
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