Sicurezza
La Cgil: «Un errore strategico vendere il 100% delle quote»
GROSSETO. Se il Comune vende il 100 delle Farmacie Comunali, che senso ha chiamarle ancora comunali? Tanto vale chiamarle “private” come le altre. E perché il Comune rinuncia a una funzione di...
GROSSETO. Se il Comune vende il 100 delle Farmacie Comunali, che senso ha chiamarle ancora comunali? Tanto vale chiamarle “private” come le altre. E perché il Comune rinuncia a una funzione di erogazione di servizi?
La Filcams (lavoratori di commercio e servizi) con Andrea Ferretti e la Cigl, con Lorenzo Centenari, criticano il progetto del Comune di vendere l’intero pacchetto azionario di Farmacie Comunali. E anche il fatto che le anticipazioni fornite dal Tirreno vadano in contrasto con quanto discusso con l’assessore di riferimento.
«La Filcams e la Camera del Lavoro di Grosseto – scrivono Ferretti e Centernari – intendono manifestare la loro preoccupazione e la loro contrarietà su quanto riportato dalla stampa in merito al contenuto di una 'bozza di delibera' riguardante le Farmacie Comunali.Preoccupazione in quanto si continua a parlare con estrema leggerezza del destino di un’azienda che dà lavoro a circa cinquanta persone le quali, ormai da tempo, vedono il loro futuro raccontato sulla stampa o immaginato sulla base di anticipazioni e chiacchiere di corridoio che puntualmente vengono smentite o superate da nuovi scenari».
«Scenari che – proseguono – vanno a contraddire anche le comunicazioni ufficiali rese mesi fa ai sindacati dall'assessore alle società partecipate Valentina Mancini volte a inquadrare la vicenda con l'intento di fare chiarezza sulle reali intenzioni dell'Amministrazione Comunale: vendere una ulteriore quota ai privati mantenendo però un 20% di controllo a garanzia del ruolo sociale delle Farmacie Comunali».
«Contrarietà in merito al progetto di un’ulteriore privatizzazione dell'azienda che si basano sulla necessità di conservare il suo ruolo sociale (come calmieratore, come servizi resi, come collaborazione con la Asl, come copertura oraria ecc) e sulla scelta del momento sbagliato in quanto i recenti provvedimenti del Governo centrale su liberalizzazioni in materia di orari e nuove aperture determinano una svalutazione del suo valore effettivo».
«La Filcams e la Camera del Lavoro di Grosseto – concludono i due sindacalisti della Cgil – hanno già espresso all'assessore e al sindaco queste contrarietà in più di un’occasione chiedendo una condivisione dei bilanci, dei fatturati e delle prospettive per provare ad agire un percorso opposto alla privatizzazione: costruire un piano di rilancio di un'azienda che avrebbe nelle sue corde la possibilità di fare fatturati molto maggiori di quelli conseguiti oggi puntando sull'erogazione di sempre maggiori servizi alla cittadinanza e sulla valorizzazione di un organico composto da persone orgogliose di far parte di questa struttura e sempre pronte a dimostrarlo nel momento del bisogno, come nel caso dell'apertura estiva che ha significato lo spostamento delle ferie per molti di loro».
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