Proteste
Chimera d’oro per i ricercatori amiatini
Sabato la consegna del premio a Francesco Fiori e Marcello Bindi, scopritori al Cern di Ginevra del bosone di Higgs
AMIATA. Saranno premiati con la Chimera d’oro della provincia di Grosseto, sabato alle 11,30, i due ricercatori amiatini, Francesco Fiori e Marcello Bindi, che hanno partecipato come protagonisti alla scoperta scientifica del secolo, l’individuazione del bosone di Higgs, attorno al quale stanno lavorando col cuore in gola da decenni, ormai, scienziati luminari di tutto il mondo.
Nel cuore stesso della scienza, il Cern di Ginevra, i due giovani amiatini sono impegnati da alcuni anni, a ricercare «qualcosa di infinitamente piccolo, ma tanto più grande di noi». Tutti e due hanno frequentato il liceo Fermi di Castel del Piano e hanno da qui hanno iniziato la loro brillante carriera. Fiori, 35 anni, di Castel del Piano, già laureato in astrofisica, dopo aver acquisito all’ateneo di Pisa, alla scuola di studi graduate in Basic Sciences “Galileo Galilei” il dottorato di ricerca in fisica, con una tesi che ha avuto come relatore il professor Emilio Tonelli dell’Università di Pisa, da pochi giorni ha vinto un concorso per titoli proprio al Cern.
Un ambiente scientifico che Francesco conosce benissimo, perché la sua tesi di dottorato verteva proprio sul bosone di Higgs o la particella Z (Zeta prime), la cosiddetta “Particella di Dio”, riguardante l’esperimento in atto al Large Hadron Collider (Lhc) di Ginevra. Così il giovane scienziato ha dovuto lavorare sul campo dentro l’Lhc.
A Ginevra dovrà rimanere sicuramente per un anno. Poi si vedrà in quale parte del mondo sarà mandato dallo stesso Cern. Marcello Bindi, 30 anni residente a Petricci di Semproniano (ma ne rivendica la paternità Roccalbegna, il comune di residenza dei suoi genitori i quali possiedono proprio a Triana di Roccabegna l’azienda di famiglia. Tra l’altro lo stesso direttore generale Asl 9, Mariotti, anch’egli originario di Roccalbegna, sottolinea questa origine di Marcello), dopo la laurea in fisica nucleare e subnucleare nel 2004 ha iniziato il dottorato di ricerca con il gruppo di Bologna; ad Amburgo è stato 2 anni.
A giugno 2008 ha iniziato a lavorare al laboratorio scientifico internazionale Desy, una sorta di Cern più piccolo e dopo qualche mese è entrato a Ginevra lavorando per Atlas, con 3000 scienziati provenienti da tutto il mondo. Sono dunque orgogliosi di loro sia il Fermi da cui sono usciti, sia i paesi di origine, perché non è da tutti incontrarsi con la “particella di Dio” che il premio Nobel Leon Lederman ha definito l’anello mancante alla nostra comprensione dell’universo.
Vi lavorano da tempo i due amiatini, ingaggiati dal Cern e ormai esperti dell’Lhc, il gigantesco anello, lungo 27 km, sepolto a circa 100 metri di profondità, al cui interno si muovono fasci di protoni a velocità prossime a quella della luce per studiare le proprietà fondamentali della materia. Bindi partecipa da 4 anni, sotto la guida di Fabiola Giannotti, all’esperimento Atlas, uno dei due rilevatori di ciò che viene prodotto nelle collisioni ad altissima energia delle particelle. L’altro rilevatore è Cms, e in questo ambito da 8 anni lavora Francesco Fiori (astrofisico di Castel del Piano) nel gruppo prima guidato da Guido Tonelli, emerito docente pisano e adesso da Joey Incandela. Fra le centinaia di scienziati che si sono spesi per il progetto che quasi sicuramente porterà il Nobel a Higgs, nel gruppo di giovani cervelloni delle università toscane, ci sono anche loro.
L’ipotesi lanciata quasi 48 anni or sono dal professor Higgs è realtà. Il bosone c’è e si aprono scenari importantissimi per la ricerca futura, oltre, postulato il bosone, finalmente ha una concreta speranza di aver fatto bene i conti e le applicazioni i questa scoperta porteranno anche conseguenze eccellenti, si spera, in varie discipline compresa quelle, attesissime, in medicina. Il giorno dell’annuncio della scoperta, Bindi emozionatissimo, aveva detto: «È una soddisfazione unica poter scoprire in questo mondo qualcosa di nuovo e aggiungere un tassello mancante a un puzzle così complesso e nel quale inizi finalmente a intravedere una forma. Ieri ero in quest'aula gremita, con Higgs in prima fila. Per mesi abbiamo lavorato senza sosta perché desiderosi della verità ed eccitati dalla voglia di risultati, un segnale ci ha dato nuova speranza. Negli ultimi mesi abbiamo acquisito dati giorno e notte per ripetere le analisi con la statistica necessaria e finalmente il nostro risultato è diventato statisticamente significativo».
E proprio questo lavoro e questi cervelli di Amiata e Maremma verranno premiati con la Chimera d’oro dall’amministrazione provinciale.
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