Il Tirreno

Grosseto

Tribunale del malato, sospesa dall’ente la sezione di Grosseto

di Matteo Baccellini

Decisione drastica del segretario regionale Amadei «Non hanno lavorato bene, sono in contrasto con gli scopi»

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GROSSETO. Sospesi fino a nuova comunicazione. È il destino immediato per i responsabili della sezione grossetana del Tribunale del malato, una dozzina di persone che da oltre due anni gestiscono l’ufficio, con sede all’ospedale Misericordia, all’interno della galassia di Cittadinanzattiva. Tutelando i cittadini vittime di disservizi e grane con medici e ospedali.

«O per lo meno è quello che avrebbero dovuto fare - è il commento del segretario generale di Cittadinanzattiva, Adriano Amadei, che con una delibera ha sancito la sospensione della sezione coordinata da Giacomina Merli - la decisione è figlia di una serie di atteggiamenti fuori da ogni regola da parte dei responsabili del Tribunale grossetano. Non era possibile fare altro, ma ammetto che in 22 anni di attività non mi era mai capitato».

Ma qual è la causa scatenante di una simile presa di posizione che al momento lascia malati e parenti senza tutela? «Il nostro lavoro è quello di ricevere e girare le segnalazioni di disagi e disservizi ai direttori generali dell’Asl - prosegue Amadei - a seguito di un fondamentale lavoro di filtro e rielaborazione. Abbiamo anche convenzioni con medici legali, per garantire la massima assistenza. Diciamo che a Grosseto niente di tutto ciò veniva svolto e garantito».

Insomma, per la sede regionale di Cittadinanzattiva, dirigenti e attivisti grossetani sono stati in grave contrasto con lo spirito e lo statuto dell’ente. «Nessuno oltre tutto si è voluto assumere la responsabilità di raccogliere le istante dei cittadini, quasi rivendicando l’inadeguatezza del servizio offerto. Non ho parole».

Senza dimenticare, ricorda Amadei, ingiunzioni, minacce e ricatti ricevuti. «Ma non subìti - precisa - tanto che siamo arrivati a questa pesante decisione. L’ex coordinatore del Tdm di grosseto è arrivato a tentare di costituire un’assemblea territoriale a Pitigliano, mentre era nella fase conclusiva la formazione di quella delle quattro Città del tufo, ovvero oltre a Pitigliano, Sorano, Castell’Azzara e Manciano. E tutto ciò in palese contrasto con il nostro statuto: esiste un’assemblea regionale che determina i territori su cui fare altre assemblea. A Pitigliano, forse per motivi politici, si voleva fare altro senza seguire le regole».

Qualcuno ha ipotizzato che all’inizio di questo screzio ci sia il passaggio di consegne di due anni fa, già allora mal digerito. L'ex coordinatrice del Tdm, Wanda Bosco Ciampa, fu sfiduciata a marzo 2010, dopo oltre 25 anni di attività, da un'assemblea presieduta dallo stesso coordinatore regionale. Al suo posto arrivò Roberto Desideri, uno degli sfiduciati di oggi. «Ma tutto questo non c’entra niente, la verità è che il Tdm a Grosseto funzionava male ben prima del 2010», taglia corto Amadei. «E ora dovremo riorganizzarci con altre persone. Qualcuna ce l’ho già in mente».

Intanto a Grosseto non si resta con le mani in mano: ieri pomeriggio, dopo aver letto la delibera, affissa anche sulla porta dell’ufficio, che comunque è chiuso per ferie, Merli e l’ex coordinatore Desideri si sono recati dai carabinieri per presentare una denuncia. «Vogliamo chiedere il commissariamento della sede regionale di Cittadinanzattiva». Oggi la polemica proseguirà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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