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Grosseto

la denuncia

«Strage di piccioni sul fiume»

«Strage di piccioni sul fiume»

La Giacolini (Enpa) accusa: non sono state rispettate le regole

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GROSSETO. L’allarme alle associazioni di tutela degli animali è arrivato nel pomeriggio di lunedì e ieri mattina è toccato alla presidente provinciale dell’Enpa Marlena Giacolini e al responsabile regionale della Lac (Lega per l’abolizione della caccia Onlus) Raimondo Silveri verificare sul campo quanto successo.

Nella zona di San Martino, tra gli orti e l’argine del fiume Ombrone, Silveri e Giacolini insieme ad altri volontari hanno rinvenuto ieri mattina i resti di quella che definiscono una “mattanza vergognosa di piccioni”. Centinaia di colombi morti galleggiavano sulle acque dell’Ombrone e non è stato possibile recuperarli, c’erano carcasse ovunque e molti animali non erano morti ma soltanto feriti. In extremis i piccioni feriti sono stati recuperati e consegnati a decine al responsabile veterinario del Crase di Semproniano per essere soccorsi e curati.

«Sono stata avvertita da un amico che ha l’orto in quella zona – spiega Giacolini – e che si è ritrovato i pallini nel campo. E’ un’indecenza: non si può sparare così, alle porte della città, vicino a strade pubbliche. Non solo si fa strage di animali ma si mette a repentaglio la salute della gente perché un pallino in un occhio così come uccide un piccione può accecare un uomo. Senz’altro poi si scoprirà che sono tutti abbattimenti autorizzati ma si è agito con ferocia disumana, in barba alle leggi sul maltrattamento degli animali».

Per gli animalisti il nodo è proprio questo: a San Martino si sono consumati dei reati contro gli animali. Tanto che oggi sia l’Enpa sia la Lac presenteranno una denuncia per maltrattamento degli animali in procura. E non finisce qui.

«Bisogna ripartire dall'indignazione che episodi come questo suscitano - dichiara la presidente dell'Enpa - per battersi ancora di più per cambiare le regole degli abbattimenti che devono essere fatti con correttezza e e buon senso».

«Bisogna ricordare – scrive dal canto suo in una nota Silveri della Lac - che la Provincia non può superare le leggi dello Stato autorizzando simili contenimenti e abbattimenti: basta ricordare che anche a livello comunitario è vietato abbattere la fauna in periodo di riproduzione. Al riguardo basta immaginarsi che fine faranno i piccoli che aspettano nei nidi i genitori per essere nutriti. Neppure la siccità di questi giorni, che vede gli animali stremati dal caldo e dalla sete, giova per queste persone ad avere un po’ di buon senso».

Sul posto ieri mattina anche agenti della Polizia provinciale che hanno aiutato i volontari animalisti nel recupero dei piccioni agonizzanti ma ancora vivi.

Per approfondire quanto successo Il Tirreno ha cercato nel pomeriggio di contattare anche il comandante della Polizia provinciale Luciano Bartoli ma non è stato possibile rintracciarlo.

Sara Landi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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