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Grosseto

«L’ho picchiata dopo che lei mi aveva preso a schiaffi»

GROSSETO. Se quell’uomo accusato di aver picchiato la moglie potrà lasciare il carcere di via Saffi lo decideranno oggi il pm Maria Navarro e il gip Marco Bilisari. Ieri il trentottenne arrestato...

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GROSSETO. Se quell’uomo accusato di aver picchiato la moglie potrà lasciare il carcere di via Saffi lo decideranno oggi il pm Maria Navarro e il gip Marco Bilisari. Ieri il trentottenne arrestato qualche giorno fa dagli agenti della squadra mobile per maltrattamenti nei confronti della moglie, ha raccontato la sua versione dei fatti al giudice, durante l’interrogatorio di garanzia. Ha ammesso che sì, qualche schiaffo in quella casa è volato, ma che non è mai stato a senso unico. Anni di tensione, sfociati, certe volte, in litigi furiosi. Tutti a partire da un episodio, che risale a sei anni fa e che avrebbe fatto venire meno la fiducia nei confronti della moglie.

Il trentottenne, difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, ha raccontato un’altra storia. Ha detto al gip che qualche schiaffo è volato, durante quelle liti furiose, ma che quelle botte erano la risposta ad altre botte, quelle che gli avrebbe dato la moglie. Ha negato però con tutte le forze di aver schiaffeggiato il figlio quindicenne e anche di aver fatto mancare i soldi alla moglie.

Tensioni che sarebbero cominciate quindi sei anni fa, quando il trentottenne avrebbe scoperto che la moglie lo aveva tradito. Poi però, le cose tra i due si erano sistemate. Lui a Grosseto ha un’impresa edile, lavora e ha negato, anche davanti al gip, di bere in maniera smodata o di fare uso di sostanze stupefacenti. Ma soprattutto, ha respinto con forza anche un’altra delle accuse fatte dalla donna: quella di averla minacciata di morte con una pistola. Arma che non sarebbe stata trovata in casa dell’imprenditore.

E anche sulla questione dei soldi, sul fatto che il trentottenne avrebbe lasciato la donna in stato di indigenza, ci sarebbero prove che raccontano qualcos’altro: tra queste, un prelievo di oltre cinquemila euro effettuato dalla signora sul conto corrente cointestato dell’uomo.

Una relazione che era diventata, con il passare del tempo, un po’ turbolenta. E che forse è degenerata tre mesi fa quando la donna è uscita di casa insieme al figlio quindicenne e con il ragazzo al seguito si è presentata nell’appartamento dell’amante dell’uomo, facendo una scenata a entrambi.

Lui è stato arrestato su ordine del giudice per le indagini preliminari, lei invece è stata inserita nel percorso rosa dedicato alle vittime della violenza sulle donne. Ora spetterà al giudice, sentito il parere del pm, decidere se accogliere o meno la richiesta di scarcerazione presentata ieri mattina dall’avvocato Riccardo Lottini.

Francesca Gori

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