Il Tirreno

Grosseto

L’Ais rimuove Prisco e lui muore d’infarto

Malore per il capo dei sommelier: lunedì aveva ricevuto l’avviso della sua sostituzione dopo 30 anni

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Per Giovanni Prisco l’Ais (Associazione italiana sommelier)era la vita. Da quasi trent’anni era il delegato della Maremma, per l’Ais spendeva quasi tutto il suo tempo e il suo impegno. Ieri mattina Giovanni, 73 anni, ha avuto un infarto. Per lui non c’è stato niente da fare, lascia la moglie Lina e tre figli.

Difficile fare un collegamento diretto: il destino può bussare quando meno te lo aspetti. Certo è che, proprio il giorno prima, lunedì, a Giovanni era arrivata la lettera, firmata dal presidente regionale dell’Ais, Osvaldo Baroncelli, con la quale Prisco veniva sollevato dall’incarico di delegato dopo tanti anni. Già ieri sul sito ufficiale dell’Ais della Toscana, alla pagina di Grosseto, non c’era più la foto di Prisco ma quella del presidente regionale Ais, Osvaldo Baroncelli, indicato come “delegato ad interim”. E lunedì sera, in riunione con gli altri sommelier, comunicando la notizia della sua rimozione, Prisco era apparso molto provato. Poi, al mattino, l’infarto fatale.

Da tempo la “rimozione” di Prisco, che il presidente Baroncelli aveva comunque facoltà di decidere, era nell’aria, tanto che la stragrande maggioranza dei circa 200 sommelier maremmani, qualche mese fa, avevano anche fatto una raccolta di firme in sostegno di un uomo stimato da tutti. Alla fine la decisione è stata presa. Il giorno dopo il cuore di Giovanni si è fermato. I funerali si terranno oggi alle 16,30 al Sacro Cuore.

La notizia della morte di Prisco si è diffusa in fretta in Maremma, dove era molto apprezzato. Fra l’altro era stato per circa 20 anni componente della commissione di degustazione dei vini e del “panel olio” della Camera di commercio di Grosseto. «Pur non essendo maremmano – dice di lui il presidente Gianni Lamioni – ha eletto questa terra a seconda patria ed oltre ad apprezzarne personalmente i frutti si è distinto nell'impegno a farli conoscere ed apprezzare in tutte le innumerevoli occasioni a cui è stato invitato a partecipare in qualità di esperto degustatore sia di vino che di olio.In particolare ricordiamo la sua presenza, in qualità di sommelier, al Vinitaly di Verona nello stand curato dalla Camera di commercio. Mi piace ricordare la sua completa disponibilità a svolgere un servizio in modo puntuale e gratuito; un servizio sempre allietato da un accattivante sorriso e dalla serena convinzione che, nell'occasione, non era soltanto un abile presentatore di ottimi vini ma un fedele ambasciatore di una terra che amava e sentiva profondamente sua».

Guido Fiorini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa