Finanza
Farmacie, il Comune vuol vendere il 100%
Bozza di delibera all’esame della maggioranza: non resta più il 20% in mano pubblica
GROSSETO. Non più l'80, ma il 100%. Il Comune cambia indirizzo, nell'operazione di dismissione della quota di maggioranza delle farmacie comunali e decide di vendere tutto. La bozza di delibera, che dovrà passare in consiglio comunale, ha già cominciato a circolare tra i consiglieri di maggioranza, una sorta di sondaggio che il sindaco Bonifazi sta facendo tra i suoi per tastare loro il polso e verificare cosa ne pensino, prima di portare il tutto in consiglio. Fino a qualche giorno fa si era continuato a parlare della cessione della quota di maggioranza della società per azioni Farmacie Comunali Riunite: il Comune avrebbe messo a bando il 49% che è in possesso dell'attuale socio privato, Codifarma, e vi avrebbe aggiunto un proprio 31 per cento, mantenendo in mano pubblica il 20% della società. Ora l'ipotesi è, invece, quella di vendere tutto. Il progetto è scritto, nero su bianco, su una proposta di delibera che il sindaco ha elaborato insieme all'assessore alle partecipate Valentina Mancini. L'atto non contiene la valutazione delle quote azionarie, ma solo la storia della società Farmacie Comunali Riunite, costituita nel 1999 come trasformazione dell'azienda speciale che dal 1996 aveva preso in gestione, per 50 anni, le farmacie del Comune di Grosseto. L'allora giunta Antichi aveva deciso, contestualmente con la costituzione della spa, di venderne il 49% e la cessione a Codifarma avvenne, a licitazione privata, per oltre 13 miliardi e mezzo di vecchie lire, poco meno di 7 milioni di euro. Precedentemente il Comune aveva ceduto al Comune di Scansano lo 0,38% della società per consentire la gestione della farmacia comunale scansanese. Adesso la gestione delle 6 farmacie comunali grossetane, fino al 2046, alla scadenza, cioè, del contratto di servizio con il Comune, che resta titolare delle farmacie, sembra destinata a passare in mano privata. E le ragioni che sono elencate nella proposta di delibera non sono certo una buona pubblicità per l'eventuale acquirente: si evidenza la scarsa redditività delle 6 farmacie, che negli ultimi due anni, a fronte di fatturati tra gli 11 e i 12 milioni di euro, hanno fatto utili non superiori ai 460mila euro. E già nei primi due mesi di quest'anno l'utile di esercizio risulta in flessione del 5%. Una redditività messa ulteriormente a rischio dalla prospettiva concreta che nei prossimi anni nascano altre 5 farmacie. È in questo quadro che il Comune riterrebbe opportuno vendere tutto, anche per reperire nuove risorse finalizzate al finanziamento degli investimenti. Il Comune cederebbe anche la gestione della farmacia comunale di via Civitella Paganico che, attualmente, ha in forma diretta.
Enrico Pizzi
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