Sicurezza
Lo choc di Federica in ospedale: «Dov’è Anna Lisa?»
GROSSETO. «Perché Anna Lisa non è venuta a trovarmi?», ha chiesto sotto choc e con un filo di voce Federica Fabbri, la 35enne roccastradina sopravvissuta all'incidente in cui, sabato notte, è rimasta...
GROSSETO. «Perché Anna Lisa non è venuta a trovarmi?», ha chiesto sotto choc e con un filo di voce Federica Fabbri, la 35enne roccastradina sopravvissuta all'incidente in cui, sabato notte, è rimasta uccisa la sua amica Anna Lisa Regoli, 33 anni, lungo la strada del Madonnino.
Quinto piano di chirurgia, all’ospedale Misericordia di Grosseto. Federica è sdraiata da due giorni nella sua stanza: l’hanno ingessata. Ha il viso composto, l'atteggiamento pacato ma tirato, i capelli corti e biondastri, lo sguardo spento e malinconico. Ha perso la memoria. «Non sto particolarmente male ma non ricordo niente, in testa ho solo il buio», dice. Però ricordava di non essere sola in moto. C’era l’amica. Allora ieri l’ha cercata a lungo, ha iniziato a far domande e alla fine ha scoperto tutto in mattinata, come conferma lei stessa: «sì, l’ho saputo stamani», racconta abbassando lo sguardo. «Me l'hanno detto ma davvero, non c’è niente che possa dire, non ricordo niente».
Le amiche accompagnano gli estranei alla porta spiegando che è una giornata pesante, «bisogna capire». Lo è stato fin dalla mattina, quando Federica si è svegliata all’ospedale. «Perché Anna Lisa non è venuta a trovarmi?», si è chiesta; allora ha telefonato all’ex compagno bosniaco dell’amica, e dal quale quest’ultima aveva avuto due bambine. Lui ha dovuto dirle la verità: «è morta». Federica ha pianto; si è disperata, per tutto il giorno amareggiata e scioccata.
Già dal giorno prima aveva rimosso sia i momenti precedenti l’impatto che quelli dopo con i soccorsi: cancellata l’immagine dei medici che intubano l’amica, cancellata la corsa in ospedale, o il Pegaso che atterra, l’ambulanza e le lamiere. Fumo e nebbie.
Per il resto, fisicamente, «non sta male», dice la sorella. Ha un trauma alla milza e la caviglia rotta, e non avrà bisogno di intervento. I suoi cari le stanno accanto per tutta la mattina, anche quando - intorno alle 12 - le infermiere la portano dal quinto al 2° piano, nel reparto di ortopedia dove le ingessano il piede. La spostano nei corridoi d'ospedale in carrozzina: accanto sono la madre e le due figlie. «Due figlie bellissime», dice la compagna di stanza; e anche quando Federica rientra, la sorella e un’amica le tengono compagnia, cercano di distrarla sedute sul letto. «Vorremmo lasciarla stare, per lei è un momento particolare, almeno in questo momento c’è bisogno di discrezione».
Federica Fabbri fa la parrucchiera in centro a Roccastrada, ha due bambine piccole. Anna Lisa - che lascia due bambine piccole - ha fatto lavoretti vari.
Nipote di un notissimo imprenditore roccastradino che aveva fondato l’omonimo calzaturificio (Regoli), la 33enne si era arrangiata in modi vari: fino a qualche tempo fa ha avuto un negozio in centro a Roccastrada dove vendeva prodotti a 1 euro; poi - dopo che l’ex compagno si è licenziato dalla macelleria Subissati - si era messa in società con lui per vendere carni e salumi in un banco itinerante del mercato. Il suo corpo è ancora al policlinico Le Scotte di Siena, in una cella frigorifera, in attesa di capire se verrà disposta o meno l'autopsia. Anche il funerale non è stato ancora fissato.
Elisabetta Giorgi
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