Il dolore
Fermi i lavori alla ciclabile all’Alberino
La protesta dei residenti. Ma Monaci spiega: «Il patto di stabilità ci vieta di saldare la ditta, che ha lasciato il cantiere»
GROSSETO. La pista ciclabile destinata a collegare la zona dell'Alberino con il villaggio Curiel, passando per via Liri e via Lago di Varano, tiene banco da giorni in città e sulla piazza virtuale di Facebook.
Alla sua ultimazione mancano ormai pochi giorni di lavoro perché il grosso degli interventi è fatto: mancano in particolare all'appello alcuni arredi urbani, un sistema di led luminosi per segnalare gli attraversamenti e la segnaletica verticale senza la quale la pista non può essere collaudata dall'ufficio viabilità del Comune. Malgrado ciò il cantiere si è fermato a fine luglio e la pista cui mancano solo gli ultimi ritocchi è in gran parte off limits per i ciclisti e i pedoni.
«Chi pensa che un Comune si possa permettere di chiudere un cantiere a opera praticamente finita - spiega l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci - immagina che siamo dei folli ma si sbaglia. Purtroppo siamo in una situazione pazzesca in cui il Comune pur avendo i soldi (altrimenti non farebbe i lavori) non li può spendere a causa del patto di stabilità e la ditta Valentini che stava facendo i lavori ha abbandonato il cantiere a pochi giorni dalla consegna perché deve avere un Sal (stato avanzamento lavori, ndc) di circa 170mila euro».
Al tempo stesso senza i lavori che mancano (non più di 6-7 giorni di cantiere, spiega Monaci) la pista praticamente finita non può essere collaudata né aperta alla circolazione.
«I soldi ci sono ma non li possiamo spendere - ribadisce Monaci - e tra l'altro ad agosto i fornitori sono chiusi. Ma non appena è possibile riaprire il cantiere nel giro di una settimana la ciclabile sarà pronta e consegnata». Quanto al comprensibile interesse della città per questa importante opera pubblica Monaci precisa: «Che vari cittadini si siano interessati è segno di una forte aspettativa e questo mi va bene e lo apprezzo. Quello che non capisco è chi usa direttamente i giornali o Facebook per sollecitare risposte dal Comune senza prima aver sentito il primo interlocutore che deve essere l'amministrazione comunale stessa e i suoi assessori».
Monaci fa però un distinguo tra i comuni cittadini e i consiglieri comunali: «Se posso accettare che i primi facciano domande e al limite polemiche sulla stampa e su Facebook senza prima aver sentito il Comune non è certo tollerabile che i consiglieri comunali dell'opposizione facciano demagogia usando strumentalmente questi mezzi. Prima bisogna informarsi con l'assessore competente e poi, nel caso la risposta sia giudicata insoddisfacente, si possono usare altri canali».
Intanto ieri dall'associazione Striscia la Maremma è arrivato un nuovo appello: «Noi abbiamo fatto un nodo al fazzoletto. Monaci aveva parlato di aprile come termine massimo dei lavori ma ancora non ci siamo. A quando l'inaugurazione ufficiale? A quando il brindisi per la fine dei lavori e per unire cittadini e amministrazione comunale?»
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