Lutto
Una torre medievale sotto al campanile di Roccatederighi
La scoperta riapre il dibattito sul castello dipinto nel celebre affresco senese “Guidoriccio da Fogliano”
ROCCATEDERIGHI. Certe volte le tracce della storia, la nostra storia, stanno davanti agli occhi e non sappiamo leggerle. Così è successo a Roccatederighi, a tutti coloro che vi abitano o hanno studiato, da esperti, le mura di quello che fu il vecchio castello medievale. Un mese fa Renato Pisani ha scoperto, quasi per caso, che il campanile della chiesa parrocchiale intitolata a San Martino Vescovo non è stato realizzato nel 1489 (come il resto della chiesa e come comunemente risaputo) ma è stato eretto sopra la base di una vecchia torre medievale, preesistente da almeno 400 anni, a sua volta integrata nelle mura che chiudevano il castello sul lato sud-ovest.
Una scoperta sensazionale quanto evidente, dettagli sfuggiti a chi sul castello di Roccatederighi ha scritto, negli ultimi 200 anni, pubblicazioni, tesi e approfondimenti storico-archeologici.
La torre è ancora ben visibile. Si staglia nettamente dal resto del campanile e tutti gli altri segni presenti sono una conferma, immediata e chiara, di ciò che fosse in origine. La presenza di una porticina, lunga e stretta, all'esterno del campanile; i muri della chiesa che si appoggiano da cima a fondo al campanile steso quando invece avrebbero dovuto intrecciarsi a formare un corpo unico; due diversi tipi di muratura a dirci, in modo inequivocabile, di due diversi momenti costruttivi.
A molti potrà sembrare una scoperta di relativa importanza ed invece è di grande interesse per almeno tre motivi. Innanzitutto la storia di Roccatederighi si arricchisce di un nuovo elemento architettonico da indicare, da ora in poi, come uno dei più antichi e meglio conservati di tutto il paese.
In secondo luogo si conferma l'ipotesi che il cosiddetto Battifolle, dipinto nel famoso “Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi” altro non è che il castello di Roccatederighi.
Infine quella torre seminascosta è la dimostrazione che alcune volte per capire la verità, o una parte di essa, non necessariamente bisogna essere studiosi con specifiche competenze, ma più semplicemente capaci di usare lo sguardo e, quando occorre, il buon senso e il cuore.
Sul secondo elemento è bene spendere qualche parola in più. L'ipotesi che il Battifolle (il castello turrito alle spalle del condottiero GuidoRiccio) fosse in realtà la riproduzione del castello di Roccatederighi fu sostenuta una prima volta nel 1984 da Gordon Moran (il più grande studioso indipendente di pittura medievale Senese), che per primo pose seri dubbi sul fatto che Simone Martini avesse dipinto quell'affresco. Altri l'hanno sempre contrastata.
Roccatederighi all'interno dell'affresco veniva, inaspettatamente, a disturbare tutti coloro che propendevano per l'attribuzione del dipinto a Simone (si sa che il grande maestro venne pagato nel 1330 dal Governo dei Nove per dipingere Montemassi e Sassoforte e non certo Roccatederighi) così come, ad un livello più locale, dava fastidio a chi vi intravedeva “il vizio dei Rocchigiani di riproporre ad ogni occasione il loro paese”.
Successivamente, però, in un piccolo libretto “Il mio Battifolle nel GuidoRiccio” furono evidenziati ben otto elementi dai quali risultava evidente come la struttura del Battifolle, la sua collocazione nel paesaggio riprodotto nell'affresco, fosse straordinariamente somigliante e in alcuni casi addirittura identica a ciò che ancora oggi si può facilmente leggere osservando quanto di medievale si conserva a Roccatederighi.
A conferma di ciò una mappa del paese, redatta nel 1820 per conto del catasto Leopoldino, sulla quale si potevano facilmente sovrapporre alcune parti del borgo con quelle esistenti nel dipinto.
La scoperta di oggi, secondo Pisani, è la conferma clamorosa della presenza di Roccatederighi nell'affresco dipinto all'interno del Palazzo Pubblico di Siena.
Il campanile della chiesa parrocchiale di San Martino, divenuto torre medievale, si trova nel luogo esatto dove il celeberrimo dipinto prima e la mappa Leopoldina dopo indicano che ci fosse una torre, una porta di accesso, una singolare postierla dalla forma geometrica assolutamente identica ed inequivocabile.
A questo punto dalla Rocca parte un'esplicita richiesta: “Studiosi, archeologi, studenti laureandi che volete conoscere la verità sul Guidoriccio da Fogliano concentrate la vostra attenzione sul Battifolle, venite a Roccatederighi a studiare quelle che furono le sue antiche mura medievali. Così vi sarà chiaro che Simone Martini non ha dipinto quel capolavoro che per tanti anni, erroneamente, gli è stato attribuito”.
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