Finanza
Epokè furiosa «Su di noi accuse false»
CAPALBIO. L’avvocato romano Gianni Aringoli della Fondazione Epokè - soggetto che per anni ha organizzato il Premio Capalbio - interviene per contestare quanto dichiarato dal Comune capalbiese il 4...
CAPALBIO. L’avvocato romano Gianni Aringoli della Fondazione Epokè - soggetto che per anni ha organizzato il Premio Capalbio - interviene per contestare quanto dichiarato dal Comune capalbiese il 4 agosto sulla stampa e smentire le polemiche sollevate contro di lui e sulla gestione del Premio da parte della Fondazione. Il legale spiega di voler denunciare «la gravità delle notizie tendenziose e false senza alcuna base al solo scopo di portare discredito e gravissimi danni alla Fondazione Epokè». Aringoli anticipa chiarimenti più dettagliati; nel frattempo comunica «di aver dato mandato di tutelare i suoi diritti in tutte le sedi competenti, smentendo categoricamente le voci e le segnalazioni fornite in questi giorni come non veritiere o addirittura estranee alla vicenda del Premio Capalbio». Il legale si riferisce a quanto dichiarato in queste settimane dal Comune e da alcuni imprenditori del territorio, contro i quali spiega di aver preparato denunce. La vicenda è quella di alcune fatture che, stando alle segnalazioni dei giorni scorsi, la Fondazione Epokè non avrebbe pagato a vari imprenditori della zona. Aringoli smentisce tutto e dichiara di aver sempre saldato tutto. Nel frattempo il Premio Capalbio ha imboccato una strada diversa: il sindaco Bellumori, insieme alla giuria composta da Nicola Caracciolo, Rocco Cangelosi, Giacomo Marramao e Mirella Serri, hanno fondato la prima edizione di un nuovo premio che si terrà il 25 agosto. E Epokè annuncia battaglia a 360°.
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