Il Tirreno

Grosseto

Botte alla moglie davanti ai figli arrestato operaio

di Francesca Gori
Botte alla moglie davanti ai figli arrestato operaio

L’uomo ha preso a schiaffi anche il figlio quindicenne Non voleva che la donna parlasse al telefono con nessuno

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GROSSETO. Non ha aperto bocca quando ha visto entrare in casa i poliziotti con un’ordinanza di arresto indirizzata al suo babbo. Si è limitato a chinare la testa e a socchiudere gli occhi. L’ispettore si è avvicinato e gli ha parlato. A quindici anni è dovuto crescere in fretta e capire che quelle manette erano soltanto la libertà che passava da uno all’altro genitore. Dal babbo, arrestato per maltrattamenti alla mamma, libera ora di cominciare a vivere dopo sei anni di botte, minacce, soprusi.

Nemmeno un mese fa una trentottenne di origini straniere ha varcato la soglia della questura di Grosseto ed è stata ascoltata dagli uomini della squadra mobile. Il suo racconto era identico a quello di tante donne costrette a vivere l’inferno tra le mura di casa. Lei e suo marito, con i due figli, uno quindicenne e l’altro di appena sei anni, sono arrivati a Grosseto un anno e mezzo fa, dopo aver vissuto qualche altro anno nelle Marche.

Un lavoro nell’edilizia per lui, qualche impiego saltuario per lei. E le notti e i giorni tutti uguali, scanditi dalle richieste dell’uomo e dalle botte. Dalle minacce ripetute continuamente.

Lei doveva preparare il pranzo e la cena, lui però non tornava. E alla prima rimostranza da parte della donna partivano gli schiaffi. Volavano anche quando lei parlava con qualcuno al cellulare, quando si arrabbiava perché vedeva tornare a casa il marito ubriaco.

Poi c’erano le offese, le minacce. Fino a quando, il figlio quindicenne della coppia si è messo tra babbo e mamma. Per difendere lei, ha preso un ceffone.

La donna al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto c’è andata tre volte. Ma quando i medici le chiedevano come avesse fatto a procurarsi quei lividi, lei raccontava sempre di essere scivolata, di aver sbattuto in uno spigolo, di essere caduta sulle scale. È servita l’ennesima lite, l’ennesimo episodio di violenza per darle la forza di denunciare quell’uomo che invece di andare a lavorare spendeva i soldi in locali e bar. Beveva, e quando tornava a casa non riusciva a contenere la sua rabbia.

Alla denuncia è seguito ovviamente l’inizio del percorso rosa. La donna e i due figli ora sono seguiti passo per passo sotto tutti i punti di vista. Lui ovviamente non sapeva nulla della denuncia sporta dalla moglie. Quando sono andati i poliziotti a prenderlo, è rimasta stupita anche lei.

Dalla qustura stavano cercando di contattarla, per avvertirla. Ma aveva il cellulare staccato, come ogni giorno, quando suo marito era in casa e non tollerava che qualcuno la chiamasse al telefono.

Se succedeva, poi, erano botte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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